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Tursi, la pseudo rissa Pirondini-Campanella diventa un caso e finisce in tribunale

Genova. Chi segue i lavori del consiglio comunale sa bene che l’aula rossa di Tursi negli ultimi tempi non brilla per compostezza ed eleganza. Ma nessuno si aspettava che un banale confronto tra consiglieri di opposti schieramenti potesse trasformarsi in un caso mediatico e giudiziario che assume ora tinte grottesche.

LA RICOSTRUZIONE DEI FATTI. Tutto inizia martedì scorso, durante una seduta in piena allerta meteo. Il capogruppo del Movimento 5 Stelle, Luca Pirondini, presenta un’interrogazione agli assessori Garassino e Campora chiedendo come intendano far rispettare il regolamento sui cani pericolosi nelle aree per bambini. Risposta: le multe si fanno, se ne faranno altre. Tutto tranquillo, o almeno così sembra.

A quel punto entra in gioco Alberto Campanella, capogruppo di Fratelli d’Italia. Il consigliere, dal suo cellulare, pubblica su Facebook un post incentrato sulla ‘Canefobia a 5 stelle’, accusando il movimento di attaccare gli animali e di volere ancora più multe e restrizioni per chi ne possiede. Concetto che, peraltro, non risulta dal testo dell’interrogazione.

Dopo aver visto il post Pirondini si alza dal suo posto e raggiunge lo scranno del collega. “Gli ho detto semplicemente: perché devi scrivere falsità? – ha spiegato il consigliere M5s contattato da Genova24 -. Stava facendo strumentalizzazione scorrettissima sugli animali. La cosa più violenta che gli ho detto è stata ‘se non cancelli questo post sei un bugiardo’. Tra l’altro ero con le mani in tasca, totalmente tranquillo”.

Campanella, dopo qualche secondo, inizia a gridare ‘Vattene!’ e sostiene ad alta voce che Pirondini lo stia minacciando. Visto il disordine creato in aula, il presidente Alessio Piana decide di sospendere i lavori. Insieme a lui i consiglieri Ceraudo, Giordano (M5s), Amorfini (Lega), Bernini e Villa (Pd) provano a far ragionare il capogruppo FdI. L’intera scena è documentata dal video di Genova24.

Sembra finita, invece no. Campanella pubblica un altro post per denunciare l’aggressione a suo dire subita e, alle 17.02, appare ritratto in un selfie al pronto soccorso dell’ospedale Galliera. “Non ero pronto a tale aggressione in una sala consiliare che dovrebbe essere massima espressione della democrazia – scrive – La rabbia di una vile aggressione così dura e strafottente mi ha fatto sbalzare la pressione e accelerare il battito cardiaco tanto che i miei colleghi, vedendomi sempre più pallido, hanno chiamato l’ambulanza”.

IL CASO DEGENERA. La campagna social avviata da Campanella sull’episodio attiva la copertura mediatica di alcune testate vicine ai partiti di destra che parlano esplicitamente di “rissa” e “aggressione” capace di “mandare in ospedale” il consigliere FdI. Interviene anche il coordinatore regionale Massimiliano Iacobucci che gli esprime solidarietà per “l’infame aggressione ricevuta nell’esercizio delle funzioni democratiche” frutto del comportamento “vigliacco” e “violento” della “peggiore sinistra italiana”.

Nel frattempo è invece Pirondini a ricevere minacce e insulti sui social.

Generica

Fatto sta che in questi giorni Pirondini ha dato mandato al suo avvocato di fiducia per raccogliere testimonianze utili a scagionarlo da un’accusa dei suoi confronti. E infatti Campanella, che di mestiere fa proprio l’avvocato, ha tutta l’intenzione di sporgere denuncia per l’accaduto.

“Il solo fatto che si è parato dinnanzi a me per svariati minuti privandomi di fatto della facoltà di svolgere il mio ruolo istituzionale è già di per se violenza privata e interruzione di pubblico servizio – argomenta il capogruppo FdI da noi interpellato -. Mi sono preoccupato per la mia incolumità. Quello che mi ha detto Pirondini, per delicatezza, lo dirò a tempo debito e comunque in sede più idonea.
In fin dei conti lo ammetto, non sono abituato alle risse, non vi ho mai partecipato, ma sono habitué dei confronti moderati e democratici”.

Dal canto suo, Pirondini ha già sporto querela nei confronti di Campanella. Che intanto ha pure lanciato una raccolta firme contro “il bullismo e ogni forma di violenza”.