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Thiago Motta si presenta: “Lavorando giorno per giorno, il Genoa può farcela” risultati

Il nuovo allenatore si dice onorato di allenare il Genoa. La sua filosofia: spazio al collettivo, lavorando sodo

Genova. “Dobbiamo uscire da questa situazione lavorando giorno per giorno e sono convinto che possiamo farcela”. Thiago Motta, nuovo allenatore del Genoa, si presenta con la maglia bianca tecnica da allenamento. Non è tipo da giacca e cravatta.

La forma fisica c’è, tanto che a fine conferenza si scherza anche sull’ipotesi di scendere in campo. Rispetto a quando calcava il prato del Ferraris ha dieci anni e un po’ di barba in più, ma il carattere non è mutato. Uomo di poche parole, che ama più passare ai fatti che stare dietro a un bancone a rispondere alle domande.

“Un onore per me tornare al Genoa, ma anche un’opportunità – racconta – ho trovato poche differenze rispetto a quando giocavo e anche tante persone che lavoravano già qui, un aspetto positivo”.

Le sensazioni sono buone, anche per una questione di corsi e ricorsi storici: “Quando ero giocatore ho avuto l’opportunità di cambiare la mia situazione grazie al Genoa, rilanciandomi dopo un lungo infortunio. Mi sono trovato subito benissimo e oggi ho tanta voglia di allenare per cambiare la situazione attuale”.

Anche con il presidente Enrico Preziosi non sono servite troppe parole: “Lo conosco bene – dice Thiago Motta – ci guardiamo negli occhi e ci capiamo, lui aveva voglia che io allenassi e io di allenare”.

Abbottonatissimo sullo schema tattico, il nuovo mister spiega che è più importante, in questa fase, “che i ragazzi pensino a giocare e a dare tutto, io ho visto nei loro occhi che si può fare e lo faremo tutti i giorni. Ho una rosa interessante per qualità”. Non è un caso che del discorso fatto alla squadra riveli soltanto di aver parlato “col cuore”.

Si torna su quella famosa citazione del modulo 2-7-2. In un’intervista alla Gazzetta dello Sport aveva appunto dichiarato di poter giocare a calcio col modulo 2-7-2. Thiago Motta rivela cosa voleva dire: “Volevo togliere l’importanza dei numeri in un modulo, si può giocare con 5 dietro ed essere offensivo, magari perché sono difensori di qualità e votati all’attacco”. I numeri non significano nulla per la filosofia di Thiago Motta, “l’importante è la voglia di fare bene. Vedo dei buoni giocatori, sono convinto che possono fare molto meglio, ma non dipende solo da uno, c’è bisogno di tutta la squadra, col collettivo si cresce tutti insieme. Raramente parlerò dei singoli”. Proprio il collettivo è ritenuto dal mister fondamentale per difendere e attaccare meglio: “Quando parliamo di difesa dobbiamo pensare che il primo difensore sono gli attaccanti. Meglio centrocampisti e attaccanti difendono, più rendono facile il lavoro dei difensori e del portiere e viceversa”.

Di alcuni però è inevitabile parlare: con Criscito e Pandev ha giocato insieme: “Mimmo è un giocatore importante, ci può dare una mano, oggi è il capitano, ha uno spessore importante, Goran è un grande giocatore, lo conosco molto bene, dentro un gruppo uno come lui conta tantissimo, sono contento di averlo in squadra”.

Da rilanciare anche colui che dovrebbe essere la punta di diamante della squadra, Lasse Schöne: “Lo conosciamo tutti, lui sa che deve dare molto alla squadra e che mi aspetto tantissimo. Sono fortunato ad avere un giocatore come lui. Il suo livello non è lo stesso dell’anno scorso, ma dobbiamo cercare di dargli una mano per crescere e viceversa”.

Non parla neanche del passato: “Sarebbe ingiusto fare un commento su un collega che ha fatto il suo lavoro, non è andata come lui voleva, dobbiamo pensare al futuro”. Sono le uniche parole su Andreazzoli. Dalla società, a differenza di altre occasioni, non erano arrivati neanche i ringraziamenti ufficiali di rito come invece spesso capita quando si interrompe un rapporto di lavoro in anticipo.

Lo staff tecnico è completato da Roberto Murgita che sarà il vice, Alessandro Pilati preparatore atletico, Alessio Scarpi, preparatore dei portieri. Arriverà un collaboratore in più: Simon Colinet. Con la deroga in attesa di ottenere il patentino da allenatore per la serie A, Thiago Motta potrà sedersi sulla panchina.

Ora c’è il Brescia, atteso sabato al Ferraris: “Una buona squadra, sarà una partita difficile, ma noi giochiamo in casa e faremo la nostra partita. Mi aspetto un’accoglienza positiva, i tifosi possono darci una mano”. Nelle Rondinelle c’è una sua vecchia conoscenza, Mario Balotelli: “Gli auguro il meglio, ma non questo sabato”.