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Scolmatore del Bisagno, nasce l’infopoint nell’ex asilo di via Terpi: ecco come l’opera cambierà il quartiere

Nell'idea del Comune quella di far sorgere un museo dell'acqua

Genova. C’è anche la realizzazione di un info point nell’ex asilo di via Terpi tra i lavori richiesti a chi si aggiudicherà la realizzazione dello scolmatore del Bisagno, a Genova. Un po’ come inaugurato pochi giorni fa a Porta Siberia per i lavori di ricostruzione del ponte Morandi, anche per lo scolmatore si pensa a uno spazio multimediale, aperto a tutta la cittadinanza. Lo scrive l’agenzia Dire. Qui il Comune sogna di realizzare un museo dell’Acqua, tanto che il modellino realizzato nell’ex stazione idrometrica sperimentale di Santhià per studiare la progettazione esecutiva è già stato appositamente conservato.

Il cantiere dello scolmatore del Bisagno, che da appalto dovrebbe durare 1.470 giorni, ovvero qualcosa più di quattro anni, si svilupperà quasi totalmente sottoterra, con disagi limitati per i genovesi. In superficie, l’area principale verrà localizzata in corrispondenza dell’ex canile comunale in via Adamoli. Un’area attualmente degradata che sarà interessata da alcune demolizioni, ricostruzione di capannoni per gli uffici amministrativi e che verrà completamente riqualificata e restituita alla città al termine dei lavori.

Prevista anche la realizzazione di una rotatoria in via Adamoli, in corrispondenza dell’accesso all’ex canile, per facilitare l’ingresso e l’uscita dal cantiere e limitare gli impatti su un’arteria molto trafficata della città. Tutti gli edifici, pubblici e privati, che insistono sull’area interessata dalle lavorazioni, saranno monitorati costantemente. Così come vibrazioni al suolo e inquinamento acustico e ambientale saranno osservati con attenzione, in modo anche da ricalibrare le lavorazioni in caso di sforamenti dei limiti di legge.

Grande attenzione è stata posta anche al riutilizzo del materiale da scavo, contenendo la produzione di rifiuti. I detriti prodotti dovrebbero essere nel complesso 810.000 metri cubi, di cui 90.000 saranno usati per il calcestruzzo necessario per l’opera. Oltre la metà del materiale, circa 460.000 metri cubi, sarà invece utilizzato per il ripascimento di diversi arenili genovesi, tra cui Arenzano, Vesima, Voltri, corso Italia, Sturla, foce del Bisagno.