Sanità, Mattarella cita il Galliera di Genova per ricerca su tumore al seno - Genova 24
Giorni della ricerca

Sanità, Mattarella cita il Galliera di Genova per ricerca su tumore al seno

Durante la celebrazione ufficiale tenuta dal capo dello stato

tumore al seno

Genova. Anche l’ospedale Galliera finisce nell’intervento del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in occasione delle celebrazioni dei “Giorni della Ricerca”.

Il capo dello stato ha infatti citato lo studio diretto dal professore De Censi sul tumore alla mammella, come uno dei più importanti sulla ricerca oncologica del paese in questo momento.

Secondo la ricerca basterebbero 5 milligrammi al giorno del farmaco Tamoxifen per tre anni per ridurre del 50 per cento circa il rischio di recidiva della malattia, senza effetti collaterali importanti.

Allo studio hanno preso parte 500 donne con tumore della mammella non invasivo (in situ), già trattato con intervento chirurgico ed eventuale radioterapia. Una metà delle pazienti ha ricevuto per tre anni una terapia con basse dosi di tamoxifene, l’altra un placebo; tutte le partecipanti sono poi state seguite per altri cinque anni. “Abbiamo osservato che il Baby Tam (tamoxifene a basse dosi) riduce del 50 per cento circa il rischio di recidiva del tumore e del 75 per cento quello di comparsa di un nuovo tumore all’altra mammella, con minimi effetti collaterali” riassume De Censi.

Un’ulteriore analisi dei dati presentata ai primi di giugno al congresso annuale dell’American Society of Clinical Oncology ha permesso di chiarire ancora meglio chi beneficia di più del regime a basse dosi. “Il rischio di recidiva si abbatte del 70 per cento circa per donne già in menopausa e del 90 per cento per donne che hanno vampate di calore prima di iniziare la cura. Al contrario, abbiamo verificato che le fumatrici non ricevono benefici, probabilmente per un’interferenza dei prodotti del tabacco con il recettore degli estrogeni sul quale agisce il farmaco.”

Sono risultati che cambieranno le terapie dopo l’intervento chirurgico per rimuovere i tumori in situ, ma non solo: De Censi e colleghi stanno anche lavorando all’ipotesi di utilizzare il Baby Tam per la prevenzione della malattia in donne ad alto rischio, come le donne con mutazione dei geni BRCA. “Anche in questo caso – ricorda l’oncologo – si era già tentato con il dosaggio a 20 mg, ma la strategia era stata abbandonata per il timore di troppi effetti avversi.”

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