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“Sabotare la cultura dell’emergenza”, Christian Raimo a Genova per raccontare le periferie

Il filosofo giornalista ospite al Buriana Festivalle, presso il circolo Barabini di Trasta, venerdì 18 ottobre alle 21

Genova. “Bisogna dare fastidio alla cultura dell’emergenza, sabotandone le trasmissioni, andando a interferire con l’emittente”. Con queste parole Christian Raimo, filosofo, scrittore e giornalista, oggi anche assessore alla Cultura del III Municipio a Roma, sintetizza il “da farsi” per impattare con la narrazione dominante che in qualche modo tarpa le ali ad una visione alternativa del futuro delle comunità che vivono le grandi città.

Città che sempre più spesso sono divise in due, tra centro e periferia: “Un divisione che non è solamente una divisione spaziale, urbanistica, ma sempre di più culturale e di accesso al potere – spiega – esiste il centro che decide e il margine che subisce, escluso o fintamente coinvolto, le decisioni che vengono prese altrove”.

Da questa presa di coscienza parte la vera rigenerazione urbana, che non deve essere confusa con il tentativo di rattoppare qua e la zone o quartieri con progetti calati dall’alto e in qualche modo imposti: “Bisogna trovare il modo di invertire la prospettiva, cercando innanzi tutto di far crescere un tessuto sociale di scambio, formato da persone interessate e critiche, che portino nella vita di tutti i giorni i segni di questa cambiamento, che non è solo questione di partecipazione ad un determinato progetto politico”.

Genova potrebbe essere presa come esempio, come laboratorio, di tutto ciò, visto il tragico recente passato, che si è innestato su una lunga stagione amministrativa che ha in qualche modo abbandonato parti sociali e interi quartieri a sé stessi: “Non conosco a fondo la realtà genovese – prosegue Raimo – ed è evidente che quando crolla un ponte la priorità è ricostruirlo e ricostruire la città distrutta dalla tragedia, visto che la vita delle comunità passa anche dalla logistica e dalla possibilità di muoversi luberamente, ma bisogna sapere contrastare l’emittente unico di questa narrazione, sabotandone le “trasmissioni”. Per fare ciò bisogna porsi in maniera critica, sempre, dare fastidio, cercare di insinuare costantemente il dubbio in chi è destinatario di questa narrazione provando a mettere in crisi l’enorme ufficio stampa che diffonde in tutte le maniere una sola visione delle cose”.

Una sorta di missione a cui tutti siamo chiamati, ognuno nel proprio piccolo, e che sarà uno dei temi salienti dell’assemblea di venerdì 18 sera, organizzata presso il circolo arci Barabini di Trasta, alle 21, nell’ambito della prima edizione del Buriana Festivalle, in collaborazione con il Book Pride.

La serata, intitolata “Da città a città. I nostri percorsi politici tra bisogni e desideri”, partirà proprio da qui, dalla necessità di dare gambe ai sogni e ai desideri di chi vive tutte quelle città di sotto che spesso sono soverchiate dal pensiero unico dominante: “La cultura dell’emergenza deve essere al centro di un vero e proprio sabotaggio collettivo, che sappia trasformare prima i cittadini, e poi le città dove vivono”.