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Rinascente, lieto fine a metà: a Pasqua arriva Axpo ma in 30 sono ancora senza lavoro foto

Dei 55 dipendenti del grande magazzino meno della metà è riuscita a ricollocarsi. I sindacati: "Dalla politica solo promesse e annunci"

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Genova. Da fuori non sembra, ma ci assicurano che dentro i lavori sono partiti, e stanno andando avanti ormai da due mesi. Non al piano terra, ma ai livelli superiori. A quasi un anno dalla chiusura della Rinascente in largo XII Ottobre è confermato che nel giro di qualche mese si trasferiranno in quei locali gli uffici di Axpo. “Verosimilmente entro Pasqua“, fanno sapere dalla direzione genovese del colosso svizzero dell’energia, presente in trenta paesi con due miliardi di fatturato.

La cattiva notizia è che la ferita occupazionale non si è rimarginata. Non del tutto, almeno. A novembre 2018, quando il marchio decise di abbandonare Genova perché “non abbastanza interessante”, erano 55 i dipendenti diretti. Di questi 13 hanno accettato il trasferimento in altre città, altri 12 sono riusciti a trovare lavoro in aziende commerciali sul territorio e 30 persone, più della metà, sono ancora disoccupate.

“La situazione è critica, molti di noi sono messi male – denuncia Cinzia Ronzitti, ai tempi delegata sindacale della Filcams Cgil – Stiamo cadendo nel dimenticatoio, ma in città nessuno cerca personale e senza conoscenze è impossibile lavorare”. A trovare una sistemazione più facilmente sono state le tre dipendenti dell’ufficio amministrativo, grazie a competenze più ‘trasversali’. Per il resto è nebbia fitta.

“Avevamo aperto un percorso di outplacing, cioè un mandato a un’azienda esterna che avrebbe curato i ricollocamenti – spiega Silvia Avanzino, segretario regionale della Fisascat Cisl – ma purtroppo sono state chiamate solo sette persone per contratti nell’ordine delle 10 ore settimanali, imparagonabili alle condizioni di cui godevano prima”.

C’è rammarico soprattutto per le “tante promesse e annunci della politica che non si sono mai realizzati”, ribadisce Avanzino. Apple, Harrods, il gruppo Dm tra i vari nomi di grido spesi più o meno direttamente dall’ex assessore allo sviluppo economico Giancarlo Vinacci, tuttora manager del Comune. Passati dodici mesi, si può dire che fosse tutta teoria. “Nessuno si è fatto avanti, non ci sono novità”, riconfermano i sindacati.

Negli spazi ristrutturati in Piccapietra lavoreranno circa 200 persone, ma si tratta interamente di unità che si trasferiscono da Sestri Ponente e non certo di nuovi assunti. A parziale consolazione, l’azienda ha annunciato che nei prossimi anni incrementerà il personale del 5-10%, ma non è detto che le entrate riguardino Genova piuttosto che Milano o Roma. Inoltre nelle scorse settimane si è fatta avanti una piccola azienda che potrebbe condividere con Axpo parte dei locali al piano terreno. Ad oggi, però, il bilancio occupazionale resta negativo. E getta nuove ombre sullo stato di salute del commercio genovese.