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Regionali 2020, l’alleanza contro Toti è ancora in alto mare. E tutti corteggiano Francesca Ghio

L'attivista genovese di Fridays for Future è il pallino di tutte le forze di opposizione. E Pastorino (Linea Condivisa) sbotta: "C'è molta lentezza, il Pd pensa troppo alle dinamiche interne"

Genova. Su una cosa sembrano tutti d’accordo: Giovanni Toti ha la vittoria in tasca per le prossime regionali, a meno che gli avversari non si mettano insieme. Eppure non è detto che sottrarre la Liguria allo strapotere della Lega, benché vestita di arancione, sia un obiettivo indiscusso. E forse, a prescindere da quello che faranno i cinque stelle, è questo il vero motivo per cui il ‘campo progressista’, fondato ufficialmente lunedì nella sede del Pd in via Maragliano, rimane ad oggi una chimera.

Anzitutto il tema delle candidature. Gli addetti ai lavori meno esposti allo stillicidio mediatico giurano che tutti i nomi usciti finora siano stati ‘bruciati’ apposta per metterli fuori gioco. All’inizio fu il turno di Annamaria Furlan, segretario nazionale della Cisl. Poi il rettore dell’Università di Genova, Paolo Comanducci, che piaceva sia al centrosinistra (sponsorizzato da Borzani) sia al Movimento 5 Stelle, ma che in realtà non gode di consenso nemmeno tra i docenti del suo ateneo. Quindi Lorenzo Cuocolo, pure lui professore e figlio d’arte, che però ripudia le nozze coi grillini. Infine Federico Romeo, presidente del municipio Valpolcevera, giovanissimo, in carriera, ma inviso ad alcuni compagni di partito (era stato un alfiere di Martina in tempo di primarie del Pd).

C’è in realtà un nome ancora poco chiacchierato, che tuttavia ha fatto drizzare le antenne a molte forze di opposizione. Quello di Francesca Ghio, 25 anni, leader genovese di Fridays for Future, il movimento ambientalista nato dalla campagna di Greta Thunberg che ha portato anche in Liguria migliaia di studenti in piazza. Da quanto risulta, in questi giorni l’hanno cercata più o meno tutti: il Pd, la sinistra, il Movimento 5 Stelle, i Verdi. Lei, però, è partita da qualche giorno per il Perù e con sé non ha portato il cellulare. E magari non è un caso.

Quello di Francesca Ghio è un profilo interessante, non tanto per una candidatura alla presidenza della Liguria (al di là dei facili entusiasmi sarebbe una strada poco plausibile), ma per la capacità di calamitare come pochissimi altri il bacino di voti più incerto in assoluto: quello dei giovani. D’altra parte non è detto che i corteggiamenti vadano a buon fine. Anzi, negli ambienti ‘underground’ dell’associazionismo civico si sta lavorando per costruire una lista alternativa a traino ambientalista da contrapporre al centrosinistra di partito. A quel punto non conterà più il risultato (sconfitta sicura), ma la presenza in consiglio per dire la propria al prossimo giro.

Tutto questo varrà a maggior ragione se fallirà il progetto della super alleanza giallo-rossa. Fallimento che qualcuno inizia a paventare senza rigiri di parole. “Noi vediamo che c’è molta lentezza, soprattutto da parte del Pd che sembra più preoccupato dalle sue dinamiche interne”, mugugna Gianni Pastorino di Linea Condivisa, una possibile ‘cerniera’ tra centrosinistra e M5s grazie anche alla presenza dell’ex pentastellato Francesco Battistini. “Le elezioni sono domani, si voterà a maggio 2020 e non è che un percorso di questo genere si possa fare in due o tre settimane. O ci dividiamo in tavoli di lavoro per un percorso programmatico condiviso oppure, se il tavolo serve solo a far vedere che siamo tutti insieme, non servirà a niente”.

La prossima riunione, convocata dall’ex assessore dem Simone Farello che coordina i lavori, è prevista per l’11 novembre. Stavolta dovrebbe esserci anche Europa Verde, lasciata fuori al primo appuntamento “per semplice dimenticanza, in buona fede”, assicurano i mediatori, e comunque non si parlerà di candidature ma di contenuti. L’obiettivo è arrivare a fine anno con una sorta di manifesto condiviso. Al momento nessuna intenzione di invitare il Movimento 5 Stelle.

Del resto non tutto ruota intorno ai grillini e alla loro frattura interna. La settimana prossima ci sarà un rendez-vous tra vertici locali e portavoce in cariche elettive. La capogruppo Alice Salvatore, aderente alla linea di Luigi Di Maio, aveva già dato la sua disponibilità a ricandidarsi e non sembra intenzionata a rinunciare per fare da stampella al centrosinistra, col rischio di una Caporetto su modello umbro. La sua strategia, allora, potrebbe essere perdere le elezioni ma riguadagnare un po’ di consenso. Tra i favorevoli all’ipotesi dell’alleanza, invece, ci sono i consiglieri regionali Fabio Tosi e Andrea Melis, gli unici che hanno apertamente contestato la leadership. Una fronda che a molti inizia a puzzare di scissione.