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Prezzi, in Liguria i rincari più alti d’Italia. Ma Toti sorride: “È per l’aumento dei consumi”

Una famiglia di tre persone spende 212 euro in più all'anno, il presidente ligure vede il bicchiere mezzo pieno: "Merito della domanda interna più sostenuta"

Genova. La Liguria è la regione in Italia con il maggior aumento del costo della vita, 212 euro annui aggiuntivi per una famiglia di 3 componenti (161 euro i rincari per la famiglia media di 2,4 componenti), con una inflazione a +0,7%.

E’ la classifica dell’Unione nazionale consumatori redatta sulla base dei dati Istat sull’inflazione a settembre resi noti oggi. Tra le regioni, emerge da una nota dell’Unc, segue l’Abruzzo, dove l’incremento dei prezzi dello 0,7% implica un’impennata del costo della vita pari a 168 euro. Terza la Puglia, dove per via dell’inflazione a +0,6%, si ha un salasso annuo di 147 euro.

Considerando invece le città Genova è la seconda per rincari in Italia, con un aumento su base annua di 316 euro per la famiglia di 3 componenti (243 euro per la famiglia media), alle spalle di Bolzano dove l’aumento del costo della vita è di 347 euro (301 per famiglia media). Terza Bari con rincari di 258 euro a famiglia (208 per la famiglia media).

Secondo il presidente ligure Giovanni Toti si tratta in sostanza di una notizia positiva: “L’inflazione e i prezzi al consumo dipendono da fattori economici diversi. Taluni sono indicazioni positive, altre negative. Il fatto che la Liguria abbia prezzi al consumo più alti significa che in questi mesi ha avuto una domanda interna più sostenuta, ovvero dei consumi più sostenuti che altrove, probabilmente anche alimentati dall’aggiunto consumo turistico che si somma nei mesi estivi e incide sulla determinazione del prezzo”.

“Dall’altra parte – prosegue il governatore – il fattore negativo è evidentemente un’assenza strutturale di concorrenza in molti settori che ha permesso di mantenere prezzi più alti di quello che sarebbe giusto proporre ai cittadini. Siamo lieti che i consumi della nostra regione tengano ma ci fa molto meno piacere il dato negativo sulla concorrenza”.