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Ponte Morandi, Toti e Bucci al party di fine demolizione. Ma i detriti non si muovono

Festeggiamenti a Villa Lo Zerbino, intanto per Omini l'area sarà liberata solo a febbraio 2020

Genova. “Un gran bel lavoro che merita di essere festeggiato”. Così Giovanni Toti e Marco Bucci, dopo un’estenuante giornata di emergenza maltempo, hanno brindato insieme ai demolitori di ponte Morandi in una serata organizzata a Villa Lo Zerbino, location esclusiva vicino a piazza Manin, per celebrare la ‘missione compiuta’ dal valore di 19 milioni di euro.

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A gustare tartine e spritz, prima della cena a telecamere rigorosamente spente, c’erano i rappresentanti delle aziende dell’Ati (Vittorio Omini con la ditta omonima in testa, poi Fagioli e Ireos), dirigenti e tecnici della struttura commissariale. In tutto poco più di venti persone.

“Siamo riusciti a demolire bene ponte Morandi, era un’impresa difficile, con molti limiti. Ma è giusto festeggiare. Certo, avrei voluto risparmiare due o tre mesi per finire prima il nuovo ponte”, commenta il sindaco-commissario. Il riferimento è agli intoppi sulla pila 8, quella che doveva essere demolita per prima usando l’esplosivo, e che invece è venuta giù per ultima, smontata a pezzi, perché sospettata di contenere amianto.

La demolizione, tuttavia, non è affatto completata. I detriti del vecchio ponte Morandi, imploso in mondovisione il 28 giugno scorso, sono ancora tutti ammassati nell’area di cantiere. Secondo Bucci saranno rimossi entro fine anno, Omini è più cauto e parla di febbraio 2020. Insomma, di lavoro ce n’è ancora. La maggior parte del materiale sarà consegnato ad Autostrade che lo userà per interventi di manutenzione.

Molto difficile, invece, che si sblocchi l’affaire Fincantieri. “È una partita sempre aperta – dice Bucci – ho avuto un dialogo con la segreteria del presidente del consiglio. Mi aspetto un feedback a breve. Fincantieri comincerà i lavori del ribaltamento la prossima primavera, se avremo materiale disponibile vorrei usarlo e metterlo lì”.

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“È una demolizione che vale la pena di essere festeggiata perché è stata realizzata a regola d’arte – insiste il presidente Toti – senza un rischio per la popolazione, senza un rischio per la città, senza un filo di inquinamento, anche se qualcuno continuava a ventilarla come ipotesi per remare un po’ contro. Le persone che sono qui sono coloro che ci hanno messo non solo la loro capacità di impresa, ma credo anche il cuore”.