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Palazzo Verde, da centro di educazione ambientale a “Blue district”. Linea Condivisa: “Bucci chiude ciò che non produce business”

Genova. «Quale sarà il futuro del centro di educazione ambientale del Comune di Genova?». Così si interrogano il capogruppo di Linea Condivisa Gianni Pastorino e il consigliere del municipio Centro-Est Luca Curtaz, commentando l’annunciata assegnazione di Palazzo Verde per la costituzione del “Blue District” di Genova.

«Nonostante le interrogazioni presentate a suo tempo dai consiglieri del municipio Centro-Est, solo ora scopriamo che Palazzo Verde è stato assegnato alla Direzione Sviluppo Economico per l’insediamento del “Genova Blue District”. Sorprende però che, lo scorso marzo, le associazioni che lo avevano in utilizzo siano state allontanate in fretta e furia, per motivi di sicurezza causati da parti pericolanti dello stabile. Sgombero improvviso, che ha impedito persino di recuperare attrezzature e beni strumentali – ricordano Pastorino e Curtaz -. Non si conoscono gli esatti contorni del nuovo progetto del Sindaco Bucci. Immaginiamo un luogo di rappresentanza per le creazioni liguri, dalla focaccia alle trofie, indumenti all’uncinetto e artigianato artistico. Prodotti di eccellenza, per la città e il territorio; ma non vorremmo fosse dimenticata l’importanza del lavoro svolto dal Centro di Educazione Ambientale e le relazioni messe in campo dalle associazioni per una battaglia politico-culturale tesa a delineare una città green».

«Perché qui sta il problema: tutti dicono di voler realizzare una Genova ecocompatibile, ma all’atto pratico nessuno si prende impegni concreti. Lo dimostra proprio il fatto che la giunta Bucci non abbia indicato una nuova collocazione per il Centro di Educazione Ambientale – evidenziano Pastorino e Curtaz -. Tutto questo avviene senza il coinvolgimento dei municipi, sempre più marginalizzati nella progettualità del Comune. Ma lo stesso clima si respira in Regione, dove la svolta oltranzista della giunta Toti mostra sempre più lacune sul fronte della tutela del territorio, il quale, come abbiamo visto in questi giorni, paga prezzi pesantissimi ad ogni emergenza meteo».

«Eppure gli amministratori del centrodestra sono sempre pronti a profondersi in applausi quando i giovani di “Fridays for Future” sfilano per le strade della nostra città. Vedendoli, evidentemente, non come portatori di una nuova cultura e di una legittima protesta, ma piuttosto come un futuro bacino elettorale da circuire con un po’ di moine e promesse – concludono Pastorino e Curtaz – La giunta regionale appare sempre più occupata e preoccupata delle imminenti elezioni 2020. Mentre in Comune a Genova abbiamo un sindaco-manager per il quale va premiato tutto ciò che fa business, mentre il sociale, la cultura e i servizi rappresentano un di più che può essere tagliato. Naturalmente la decadenza di questa città è sotto gli occhi di tutti: non potrà nasconderla né la focaccia calda e croccante né un piatto di pur ottime trofie».