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Nodo ferroviario e Terzo Valico, Rixi lancia l’allarme : “Senza sblocco commissario a rischio 2.500 posti di lavoro”

Rischio effetto a cascata per le infrastrutture liguri. L'ex ministro: "Conte batta un colpo"

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Roma. “I trenta giorni per la formalizzazione della nomina del commissario dell’accorpamento dei lavori Nodo ferroviario di Genova e Terzo Valico sono scaduti a luglio: senza il via libera da Chigi, si rischia un effetto a valanga anche sul Terzo Valico, con 2500 lavoratori del Cociv impegnati nel cantiere che potrebbero restare a casa. Palazzo Chigi batta un colpo e rispetti gli impegni presi nello Sblocca Cantieri”.

Lo dichiara l’ex viceministro e responsabile nazionale della Lega per le Infrastrutture Edoardo Rixi.

“La pazienza sta per finire – continua Rixi – senza la formalizzazione del commissario Retteghieri, nomina condivisa a tutti i livelli con il precedente governo, avremmo il congelamento di tutte le maggiori opere del Nord Ovest. L’accorpamento dei lavori del Nodo, fermi da circa due anni, e quelli del Terzo Valico consentirebbe, oltre che a far ripartire il cantiere di Genova dove lavoravano alcune centinaia di edili, anche di fare una revisione del contratto del Terzo Valico, datato 1992 e revisionato solo nel 2011, praticamente in un’altra era geologica, antecedente alla crisi del comparto dell’edilizia”.

“Sono mesi che ho lanciato l’allarme su questo fronte critico, che poteva essere risolto in poche settimane con il passaggio anche del Nodo sotto il Cociv: mi fa piacere che se ne sia accorto anche qualche nuovo componente della maggioranza giallofucsia, come la Paita, che, dopo aver votato contro il decreto Genova, oggi si scopre paladina della Liguria”.