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New Gel, giovedi presidio in largo Pertini contro i decreti sicurezza e per la stabilizzazione

Il Si Cobas: “Disciplinari in massa ai nostri iscritti e nessuna apertura”

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Genova. Presidio giovedì pomeriggio alle 18 in largo Pertini per i lavoratori New Gel e il sindacato Sì Cobas. A tre mesi dall’avvio della lotta per chiedere la stabilizzazione di quattro lavoratori a tempo determinato e migliori condizioni contrattuali per gli altri, non sembra che dall’azienda siano arrivati segnali positivi.

“Nessuna apertura significativa da parte dell’azienda – spiega Martino Puppo – mentre continuano le vessazioni sul posto di lavoro. Agli iscritti al Si Cobas vengono fatte fare meno ore possibili, mentre ormai sono quasi una cinquantina le lettere di contestazione disciplinari che hanno colpito i lavoratori iscritti al nostro sindacato. In una addirittura viene contestata la giornata di sciopero in coincidenza con il presidio sotto la sede della Cisl”.

Ma il presidio va oltre la vertenza New Gel come emerge dalla nota del sindacato: “Dopo numerosi scioperi e due nottate di blocco del flusso delle merci, sono partite 19 denunce a lavoratori e solidali, in base alle norme del cosiddetto Salvini 2. I Decreti Sicurezza varati dal precedente governo, infatti, oltre a rafforzare il razzismo di Stato, inaspriscono i dispositivi legali contro l’esercizio del diritto di sciopero, colpendo ogni forma di resistenza operaia, aggravando le pene per chiunque costruisca rapporti solidali con chi lotta”.

Il Si Cobas attacca Cgil, Cisl e Uil parlando di “una nuova stagione di complicità subalterna a Governo e Confindustria, che avrà come risultato la svendita degli interessi dei lavoratori”.

Per il Si Cobas quindi “è evidente che la lotta alla New Gel va oltre i limiti di una piccola vertenza locale: è una lotta esemplare che parla, che deve parlare, a tutto il mondo del lavoro, che riassume i motivi fondamentali per cui è indispensabile rilanciare la battaglia per migliori condizioni di lavoro, contro il dispotismo padronale, per contrastare un precariato sempre crescente e ormai insostenibile, per costruire un sindacalismo combattivo e di
classe che unifichi le lotte”.