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‘Ndrangheta alla Maddalena, i commercianti: “Avvicinamenti subdoli moltiplicati negli ultimi mesi”

In commissione consiliare a Genova i problemi cronici del quartiere: "Non ci sono colpevoli da additare se non la macchina comunale"

Genova. Non chiedono il pizzo, non minacciano, non hanno comportamenti eclatanti, ma si avvicinano ai commercianti, un pressing subdolo e sottile, fatto di saluti insistiti, di piccoli favori magari non richiesti, per segnare il territorio, per far capire che “se c’è qualche problema, sai a chi chiedere”, e magari quella richiesta diventa quella di un prestito a tassi di usura.

Così alcuni esponenti della criminalità organizzata agganciano i negozianti, i cittadini e i piccoli imprenditori nel quartiere della Maddalena. La presenza di figure affiliate a cosche della ‘ndrangheta in questa zona del centro storico non sarebbe una notizia, se non fosse che in particolare negli ultimi sei mesi, ma in genere negli ultimi due anni, questi episodi si sono moltiplicati e si sono intensificati.

E’ uno dei temi che sono emersi oggi durante una commissione consiliare in Comune a Genova. In aula rossa sono stati auditi alcuni rappresentanti dei civ, delle associazioni di categoria e di reti di cittadini. Degrado, spaccio, prostituzione, abbandono: problemi strutturali e incancreniti che non permettono al sestiere di decollare come isola felice e come magnete per il turismo. Discorsi affrontati più volte nelle sedi istituzionali e nelle carte di numerosi esposti, ma mai risolti. Stefania Marongiu, dell’associazione Ama Maddalena, e Monica Bertieri, del Civ Maddalena, hanno sottolineato: “Manca una vera programmazione”.

Maddalena

Sia per gestire i problemi legati alla criminalità, sia per attivare progetti promessi e imbastiti da tempo. “E’ chiaro che molti investimenti pubblici e risorse dedicate ai cittadini versano oggi in condizioni pietose – spiega Marongiu – e non ci sono colpevoli da additare se non la macchina comunale che ha fallito e sta fallendo il suo mandato, palazzo Senarega, il teatro Altrove, l’Ats di Posta Vecchia, l’asilo della Maddalena, solo per citare i più famosi”.

La negoziante Monica Bertieri, da qualche anno nel centro storico, fa un esempio che riporta alla teoria della broken window, ovvero del degrado che attira degrado, dell’illegalità che attira illegalità. “Qui ci troviamo con cornicioni che si staccano e cadono sulla strada, e non c’è neppure una transenna a mettere l’area in sicurezza – dice – nella vicina via Garibaldi basta che cada una briciola e si interviene, questo rende l’idea di come la nostra sia considerata dall’amministrazione una terra di nessuno, ed è ovvio che in una terra di nessuno chi agisce nell’illegalità sente di poter continuare a fare quello che vuole. Chi pensa che il problema della ‘ndrangheta alla Maddalena sia stato risolto con il sequestro Canfarotta non ha capito nulla. Per non parlare del fatto che solo una parte degli immobili confiscati sono stati assegnati ad associazioni”.

Pattuglioni, controlli, illuminazione pubblica, spazzamenti di strade, regolamenti sul commercio, investimenti. Dal Comune di Genova e dalla polizia locale snocciolano quanto fatto dall’amministrazione pubblica, ma sembra che la visuale di chi sta tra Tursi e il Matitone e quella di chi vive e lavora alla Maddalena sia totalmente diversa.

“Non chiediamo di essere trattati con più riguardo degli altri quartieri ma di avere la stessa attenzione degli altri quartieri, serve una visione ad ampio raggio che premi la legalità e favorisca l’insediamento di attività positive, e serve una collaborazione con i cittadini, non che arrivino progetti calati dall’alto, perché l’impressione è che non abbiano la minima conoscenza del territorio o che fingano di non averla”.