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Moby, salta l’operazione per cui avrebbe scambiato due traghetti del 2000 con due degli anni ’80

Milano. A dare la notizia, e ad annunciare battaglia legale contro Unicredit, è stata la stessa compagnia Moby. Dopo aver ricevuto comunicazione dai danesi di Dfds che l’istituto bancario non ha rilasciato il via libera su alcune ipoteche che gravano su Moby Wonder e Moby Aki.

La compagnia di Onorato avrebbe, infatti, dovuto scambiare questi due traghetti, costruiti all’inizio degli anni 2000 con due navi della compagnia svedese, la King Seaways e la Princess Seaways, battezzate nella seconda metà degli anni Ottanta.

“La risoluzione è addebitabile a responsabilità di Unicredit spa che, in qualità di Security Agent, non ha dato il consenso alla liberazione delle ipoteche che gravano, a favore di tutto il debito garantito, sulle navi Moby Aki e Moby Wonder, nonostante fosse contrattualmente tenuta a fare ciò. La vicenda è incredibile e ingiustificabile perché Moby ha richiesto, come da prassi, l’assenso alla cancellazione delle ipoteche sin dal 20 settembre 2019 e a oggi Unicredit non si è neppure degnata di rispondere ufficialmente, limitandosi colpevolmente ad attendere la scadenza dei termini di consegna”, si legge nella nota di Moby.

Se questa notizia può essere letta positivamente per i cittadini genovesi che vivono nei pressi del porto e eviteranno di respirare le emissioni di traghetti vecchi e obsoleti, non lo è per il gruppo di navigazione che ha già sfiorato il fallimento e che avrebbe voluto rafforzare il patrimonio proprio con l’operazione “svedese”.

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