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La cuoca di Palazzo Rosso diventa star di Topolino, e Strada Nuova mette in mostra 12 capolavori

Genova. Dalla cuoca, che in questi giorni, tra l’altro, è protagonista anche di una tavola di Topolino, al pifferaio per arrivare alla Madonna con Bambino e San Giovannino, di forte richiamo caravaggesco. Ė un percorso particolarmente suggestivo quello trai capolavori di Bernardo Strozzi, proposto dai musei di strada nuova, a Palazzo Bianco, che mostra l’opera di questo straordinario artista seicentesco.

Cuoca strozzi topolino

Un percorso parallelo alla monografica di Palazzo Nicolosio Lomellino ospita Bernardo Strozzi (1582/1644). La conquista del colore, che trasforma via Garibaldi in una sorta di distretto museale unico, con la possibilità di acquistare un ticket unico per entrambe le mostre. “Si tratta di una collaborazione tra pubblico e privato in cui crediamo molto – spiega l’assessore alla cultura del Comune di Genova, Barbara Grosso – perché questo lavoro crea un forte indotto attraendo visitatori con il beneficio sia per i musei civici che per le mostre private”. 

In mostra, quindi, una selezione delle 12 opere più rappresentative tra quelle conservate nelle collezioni civiche, gran parte delle quali provenienti dalla quadreria della famiglia Brignole Sale. “Questi sono alcuni dei capolavori dei musei civici – spiega Raffaella Besta, direttore dei Musei di Strada Nuova – in un percorso che inizia da una produzione giovanile per passare attraverso la produzione tardo manierista, fino ad arrivare a icone più celebri, come il pifferaio o la cuoca, che è diventata l’icona di questo lavoro e che è la prima immagine che appare su google appena si digita la parola cuoca”.

In mostra anche una selezione di disegni, conservati nelle cassettiere della collezione di grafica del museo, che mostrano il processo creativo che ha portato alla ascolta di queste opere, dal primo abbozzo sul foglio all’idea di un dipinto o di un affresco. Infine un quadro che ha necessità di un intervento di restauro per il quale, attraverso la mostra, si spera di trovare un mecenate.