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La Ceb, “banca sociale” d’Europa, presta al Comune di Genova 50 milioni di euro

Serviranno per opere di messa in sicurezza dalle calamità, ma in futuro anche per trasporti e impianti di smaltimento rifiuti

Genova. Il Comune di Genova avrà a disposizione fino a 50 milioni di euro, soprattutto per interventi di prevenzione delle calamità naturali, grazie a un accordo di prestito siglato oggi, a palazzo Tursi, tra il sindaco Marco Bucci e Carlo Monticelli, vicegovernatore della Banca di Sviluppo del Consiglio d’Europa, la più antica banca di sviluppo al mondo e i cui azionisti sono 41 Stati membri.

Alla firma era presente anche la vicepresidente della Regione Liguria Sonia Viale e gli assessori comunali al Bilancio Pietro Piciocchi e ai Trasporti Matteo Campora. Il prestito è di tipo Pff, public financing facility, e permette alle amministrazioni di accedere a risorse economiche in maniera rapida e a condizioni vantaggiose. “Dipenderà dall’ammontare del prestito e dalle esigenze temporali del Comune di Genova per la restituzione – spiega Monticelli, nato a Genova e oggi vicegovernatore della banca con sede a Parigi – possiamo dire fino a 4 punti in meno rispetto ai tassi applicati dalle banche”. Il piano di ammortamento, nel momento in cui si accederà al credito, sarà fino a 20 anni.

Con i soldi del prestito il Comune potrà sostenere spese per diversi lavori pubblici. “Potremo intervenire su edifici pubblici, a partire dalle scuole, sui rivi o per opere di protezione del suolo – dice il sindaco Bucci – ma in futuro di manutenzione delle infrastrutture, ma pensiamo di utilizzare queste risorse anche per l’implementazione della rete del trasporto pubblico o per supportare gli investimenti di Amiu”.

Anche Regione Liguria ha sottoscritto, nei mesi scorsi, un accordo con Ceb per finanziare il piano triennale per la messa in sicurezza del territorio. Di recente “la banca sociale d’Europa” ha stanziato centinaia di milioni per la ricostruzione post-sisma in Italia centrale e per le piccole e medie imprese del meridione. “Prometto di essere qua di nuovo, presto, per firmare un nuovo accordo” conclude Monticelli.