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La campana ritrovata: due musulmani e un albergatore salvano ciò che resta della chiesa di Campo Ligure

L'edificio del 1600 è stato distrutto da una frana ma la comunità si è attivata per salvare almeno i suoi simboli

Campo Ligure. Questa è la storia di come la campana della chiesa di Nostra Signora della Misericordia sia finita, insieme a un leggio, nel garage del gestore di un albergo. E’ una storia che racconta della sensibilità umana e del senso civico, capaci di andare oltre la contingenza e le griglie culturali, che racconta dell’orgoglio che si prova per il proprio territorio, o per quello di adozione, soprattutto nel momento in cui esso è ferito.

Mentre Marco Mascio, gestore dell’albergo Turchino a Campo Ligure, ci racconta quello che è successo nelle ultime ore, tra l’alluvione appena passata e l’attesa di una nuova ondata di maltempo, alla porta del suo hotel si presentano in pochi minuti i carabinieri, la polizia locale e la protezione civile. Ognuno ha qualche informazione o qualche favore da chiedere. La reception dell’hotel sembra essere un punto di riferimento persino per le istituzioni, in questa piccola comunità.

“Ero qui ieri sera quando due ospiti dell’albergo, due ragazzi di fede musulmana, mi hanno rivelato che davanti alla frana della chiesa c’era, incustodita e abbandonata sul marciapiede, la campana, tutto o quasi tutto ciò che resta di quell’edificio che risale al 1600″. Marco non è un cattolico praticante, “non metto un piede in chiesa da parecchio tempo”, ma è più attivo di molti fedeli dichiarati. Insieme ad altri amici di Campo Ligure e persino dei “rivali” di Masone due anni fa ha fatto illuminare la croce che si trova sul monte tra i due Comuni.

Generica

“Sono passato davanti alla Chiesa della Misericordia per tutta la vita – dice Marco Mascio – il pensiero che si sia ridotta in polvere mi distrugge e quello che potevo fare era prendermi cura di quel poco che si può recuperare”. Così nel buio della sera, dopo aver avvertito i carabinieri, Marco e i due ospiti del suo albergo sono andati a recuperare la campana per metterla al sicuro. Per spiegare quanto sia stato difficile caricarla e trasportarla per via del peso importante usa un’espressione che magari, se la ascoltasse, non piacerebbe al priore della confraternita che gestiva la Misericordia.

Ma anch’egli, il priore, sa di poter contare sull’albergatore “diversamente devoto”. Tanto che gli ha chiesto di recuperare, nel fango della frana tuttora in movimento, anche un leggio, e di provare a capire se sia rimasto qualcosa delle antiche statue di San Rocco, di Santa Rita e della Madonna. “Io temo che non sia rimasto un granché, ma cercherò di fare il possibile”, afferma.

Intanto chi può e vuole, in paese, prega. Gesù Cristo, Allah o chiunque possa contribuire, nell’irrazionalità della fede, a spingere lontano da una vallata ormai intrisa d’acqua i possibili effetti di una nuova perturbazione attesa già tra stasera e domani. Nel frattempo si lavora per mettere in sicurezza le frane già crollate e i versanti maggiormente a rischio ma se i temporali dovessero “picchiare” come tra lunedì e martedì preghiere e cantieri potrebbero rivelarsi inutili.