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Il nuovo capo della squadra mobile Signoretti: “Non amo personalizzare, ogni indagine è un lavoro di squadra”

Sul caso Cucchi: "Non ne parlo c'è processo vicino a sentenza". Dal furto del secolo a palazzo Ducale a Venezia allo spaccio alle baby gang, ecco le inchieste principali

Genova. Si è insediato questa mattina a Genova il nuovo dirigente della squadra mobile Stefano Signoretti. Romano di nascita, 51 anni, Signoretti ha diretto per quasi tre anni la squadra mobile di Venezia dove ha chiuso indagini importanti. Tra le altre da ricordare quella che ha portato all’arresto della gang dell’est Europa autrice del maxi furto all’inizio del 2018 dei gioielli del Maharaja e dei Moghul. Tra le altre operazioni quella contro una baby gang che nella terraferma a Venezia stava scatenando il panico tra residenti e turisti e che portò all’arresto di una trentina di giovanissimi.

Prima di Venezia Signoretti era stato vice capo della squadra mobile di Roma. Il questore ricorda anche l’indagine di infiltrazione contro la camorra che portò ad arrestare camorristi e amministratori locali, così come quella che ha portato a liberare di fatto l’area della stazione di Mestre dallo spaccio.

Il nome di Signoretti è legato anche a un’inchiesta calda e delicata: è lui l’autore dell’indagine che ha portato di fatto al processo bis per la morte di Stefano Cucchi, primo teste dell’accusa in quanto autore della maxi informativa sui quei tragici fatti, ma Signoretti preferisce non parlare di quell’indagine: “C’è un processo in corso e siamo alla vigilia di una sentenza che potrebbe scaturire proprio da quell’indagine. Preferisco non parlarne anche perché non voglio che il mio nome resti legato a Cucchi non perché non sia importante ma perché è stata un’indagine importante al pari di tante altre”.

Il nuovo dirigente della Mobile non ama personalizzare le indagini e preferisce ricordare che “ogni indagine è un lavoro di squadra”. A Genova è arrivato sabato sera e ha fatto un primo giro per vedere la movida genovese (“Assomiglia un po’ a quella di Trastevere ha detto”, ma Genova è una città in cui ha messo piede per la prima volta: “Prima di esprimermi devo conoscere la città” spiega nel corso nell’incontro con i giornalisti. Prima della stampa Signoretti questa mattina, accompagnato dal questore Vincenzo Ciarambino, ha incontrato il procuratore capo di Genova Franco Cozzi: 45 minuti di colloqui in cui il procuratore ha illustrato i risultati conseguiti fino ad ora e gli obiettivi che la procura si prefigge.

“Dallo spaccio mi centro storico ai grandi traffici di droga, dalla criminalità di strada a quella organizzata, il lavoro della mobile proseguirà sulla scorta di quanto già fatto” ha spiegato il questore Ciarambino. Lui per ora di sé dice soltanto: “Per me questo lavoro è anche divertimento non perché le cose prendo le cose alla leggera ma perché metto una grande passione in quello che faccio”.