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Il ‘maggiordomo di quartiere’ sbarca in tutta la Liguria, al via il bando per giovani disoccupati

Stanziati 2 milioni dal fondo sociale europeo, ecco chi può partecipare al progetto

Genova. Ritirano pacchi postali per chi non si trova in casa, consegnano buste, aiutano con piccole riparazioni domestiche, a volte offrono semplicemente un momento di ascolto agli anziani. I ‘maggiordomi di quartiere‘, dopo il felice esperimento in primavera-estate nel centro storico di Genova, sbarcheranno in tutta la Liguria. La Regione ha presentato il bando pubblico per l’apertura di altri 15 sportelli in tutte e quattro le province grazie allo stanziamento di 2 milioni di euro dal fondo sociale europeo.

Come funziona. L’avviso, pubblicato il 24 ottobre, ha scadenza il 6 dicembre. I ‘maggiordomi’ dovranno essere giovani o adulti, disoccupati, residenti in Liguria, che conoscano la lingua italiana, abbiano assolto l’obbligo formativo e abbiano un Isee inferiore a 20mila euro. Al bando possono aderire in partenariato anche un soggetto del terzo settore iscritti al registro regionale e un ente di formazione accreditato, ma anche comuni, imprese in forma singola o associata, istituti di credito e fondazioni. I fondi sono divisi per le cinque conferenze dei sindaci Asl per la Regione: 3 a Imperia (403mila euro), 3 per Savona (403mila euro), 5 per Genova (625mila euro), 1 per il Tigullio (166mila euro) e 3 per La Spezia (403mila euro).

“Lo avevamo promesso, è un progetto di welfare che vogliamo replicare ed estendere a livello regionale – spiega l’assessore regionale Ilaria Cavo -. Avrà un duplice effetto: porterà un nuovo servizio e permetterà di lavorare ai giovani disoccupati, che saranno i ‘maggiordomi’. Saranno coinvolti il terzo settore, la formazione professionale, le aziende. Ovviamente se ci riceveremo progetti che contemplano più maggiordomi gli sportelli potrebbero diventare più di 15″.

“La sperimentazione ha dato un risultato sorprendente perché sia i cosiddetti maggiordomi sia i cittadini che abitano in quella zona sono stati molto soddisfatti – commenta l’assessore Sonia Viale – È un esempio virtuoso di come un utilizzo al meglio dei fondi sociali può diventare un’offerta su tutto il territorio regionale”.