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Il Genoa cede solo nel recupero: la Juventus fatica fino all’ultimo

KO immeritato del Genoa in casa dei campioni d'Italia: la squadra di Thiago Motta dimostra carattere e solidità, ma cede nel finale

Genova. Un Genoa eroico blocca la Juventus sul pari fino al pieno recupero, quando un fallo di Sanabria, evitabile, manda sul dischetto i padroni di casa, che non sbagliano.

La squadra rossoblù è scesa in campo con un 4-3-1-2: Radu, Ghiglione, Romero, Zapata, Ankersen, Schone, Cassata, Pandev, Agudelo, Kouamé, Pinamonti. La Juventus ha risposto con Buffon, Cuadrado, Bonucci, Rugani, Alex Sandro, Khedira, Bentancour, Matuidi, Bernardeschi, Dybala, Ronaldo.

Il Genoa non comincia intimidito dai campioni d’Italia, anche se nel primo quarto d’ora è la Juventus a fare il gioco. I rossoblù si fanno vedere per la prima volta al 12′, con Pinamonti, ma è poca cosa. La Juventus sfiora il vantaggio al 17′: Dybala calcia al volo dal limite e Radu è costretto a un intervento importante. Sempre l’argentino al 34′ chiama in causa il portiere del Genoa, che manda in angolo. Nasce da lì il vantaggio momentaneo della Juventus: sul calcio d’angolo Bonucci salta più alto di tutti e infila Radu.

La gioia dello Stadium dura pochissimo: tre minuti dopo Kouamé sfrutta un assist di Agudelo, sorto da un errore di Alex Sandro e trafigge Buffon. 1-1, giusto poco prima del riposo. Risultato giusto, perché al dominio territoriale della Juventus ha risposto un Genoa ben compatto.

Il secondo tempo ha un copione chiaro: Juventus in avanti, Genoa che cerca di contenere ed eccede negli interventi duri, venendo ripreso dall’arbitro. Saranno molti, ma equi, i provvedimenti disciplinari nel secondo tempo.

Al 51′ Cassata esce per una doppia ammonizione: decisiva la trattenuta su Dybala, in fase di ripartenza. La Juventus, però, non riesce a focalizzare il vantaggio numerico, anzi: il Genoa non esita a farsi vedere nella trequarti bianconera. A complicare la vita di Thiago Motta, Federico Marchetti riesce a farsi espellere per proteste dalla panchina: è il segno dell’agonismo, ma anche di una tensione scomposta. Da segnalare prima Kouamé, poi Ronaldo, che cercano di mettere in crisi la difesa avversaria.

Nonostante il gran possesso, la Juventus si fa vedere solo al ’71. Bernardeschi cerca il primo palo dal limite, ma Radu fa buona guardia. Tre minuti dopo Ronaldo manda sul fondo di poco un bel colpo di testa. Farà il bis al ’78. La serata per la Juventus è davvero storta.

I rossoblù tengono bene in difesa e anche la Juventus si scalda; Rabiot, ammonito al ’76, viene espulso dieci minuti dopo per un secondo cartellino giallo. L’assalto bianconero va a vuoto e si procede verso il pari. Inutile, in fuorigioco, il gol di Ronaldo al ’94: bello il diagonale di Cuadrado, bravissimo Ronaldo a prendere il tempo, ma la posizione è irregolare.

La svolta arriva in pieno recupero, praticamente a tempo scaduto, ma prolungato proprio per il check del var sul gol di Ronaldo. Fallo nell’area del Genoa, con Sanabria che stende ancora Ronaldo: l’arbitro non esita e indica il dischetto. É l’asso portoghese a calciare: Radu battuto, Juventus di nuovo in vantaggio. Poi più nulla, i due minuti rimanenti scorrono e i tre punti rimangono a Torino.

Il Genoa ha giocato a lungo con un uomo in meno: solida difesa, bel carattere, ancora molto da fare in materia di gioco, ma la salvezza sembra a portata. Peccato per aver mancato il punto, che sarebbe stato meritato contro una Juventus non al massimo della forma, ma l’episodio del rigore ha cambiato gli equilibri.