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I ragazzi del Terra di Nessuno in presidio sotto Tursi: “Il quartiere ha bisogno di spazi e servizi, non di una discarica”

Megafono, volantini e focaccia per spiegare ai genovesi perché l'isola ecologica non è una buona idea. Solidarietà ai lavoratori Amiu. E dicono: "Pronti a incontrare il sindaco"

Genova. Sono scesi in piazza con un presidio davanti a palazzo Tursi questo pomeriggio i ragazzi del centro sociale Terra di Nessuno. I tamburi della Murga, focaccia e vino bianco per la merenda ma sopratutto volantini e megafono per spiegare ai genovesi perché realizzare un’isola ecologica al Lagaccio non è una buona idea.
Il centro sociale di via Bartolomeo Bianco, occupato quasi 25 anni fa sugli spazi di una discarica, è un pezzo di quartiere ormai ad Oregina, si interfaccia e collabora con le altre realtà del territorio per migliorare la vivibilità di un quartiere che in questi anni ha ricevuto davvero poco.

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“Quello che diciamo è suddivisibile in due macro argomenti – spiega Arianna Giovannetti – da un lato che l’isola ecologica serve ma il Tdn di più perché noi difendiamo gli spazi liberi di aggregazione culturale e di utilità sociale. D’altro canto come realtà che sta sul territorio da quasi 25 anni diciamo che l’isola ecologica al Lagaccio è infattibile poiché viviamo in un quartiere a rischio idrogeologico e tra i più popolati, con una totale mancanza di servizi ai cittadini e tantissimi lavori in corso che stanno per partire, dal ponte don Acciai alla caserma Gavoglio. E’ impossibile realizzarla quindi tanto più con una tempistica breve e un’effettiva utilità per la cittadinanza”.

A Tursi che gli imputa di non aver più pagato l’affitto dello spazio dai tempi della morte di Don Gallo, i ragazzi rispondono: “Anzitutto l’accordo prevedeva che dall’affitto fossero scomputati i lavori di manutenzione e di rifacimento degli spazi, cosa che abbiamo fatto e che continuiamo a fare. Inoltre dopo lo sgombero della Buridda e la morte di Don Gallo tutti gli spazi sociali hanno smesso di pagare l’affitto proprio per lo sgombero coatto che era stato fatto. Per il resto paghiamo sempre tutte le bollette puntualmente”.

Rispetto alle attività di manutenzione e pulizia ricordano: “Sono anni che cerchiamo di affittare degli scarrabili da Amiu e avevamo anche trovato un accordo che è stato bloccato dal Comune perché quando al Municipio è arrivata voce che il Tdn provava a ripulire l’area sporcata da chi ci scaricava i suoi detriti siamo stati bloccati”.

I ragazzi si sono anche detti disposti a confrontarsi con il sindaco Bucci. Il sindaco si era detto disponibile anche nella giornata di oggi, ma invece avverrà probabilmente nei prossimi giorni: “Abbiamo ricevuto la lettera del comune più di un mese fa e poi non abbiamo avuto piu nessun tipo di comunicazione da parte del Comune, quindi siamo pronti soprattutto ad ascoltare quello che hanno da dire perché non è ancora tanto chiaro quello che vogliono fare. Oggi non era secondo noi la giornata giusta perché era la giornata dei lavoratori di Amiu a cui esprimiamo la massima solidarietà, ma nei prossimi giorni siamo disponibilissimi”.

Nessuna contrapposizione quindi tra gli interessi dei lavoratori e quelli dei giovani del centro sociale, al contrario un primo approccio di dialogo e una solidarietà reciproca. E qualche lavoratore chiarisce: “Di isole ecologiche da anni dovevano farne una per ogni municipio, ora non vorremmo che passasse che sgomberano un centro sociale per colpa nostra perché di spazi ce ne possono essere molti altri”.