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Gara Erzelli deserta, Pd: “Ennesimo fallimento di Toti e Viale per sanità ligure”

Infuria lo scontro politico in regione

Genova. Dopo la notizia della gara andata deserta per l’assegnazione del contratto di costruzione e affidamento del previsto ospedale degli Erzelli, non tardano ad arrivare le polemiche.

“Il bando per l’ospedale agli Erzelli andato nuovamente deserto, nonostante la proroga, è l’ennesima brutta figura collezionata da questa Giunta regionale – scrivono in un comunicato i consiglieri regionali del Partito Democratico Giovanni Lunardon, Pippo Rossetti e Valter Ferrando – che dopo la mancata realizzazione del Felettino della Spezia, il nuovo Galliera fermo al palo, l’ospedale di Rapallo semivuoto (è operativo un piano su tre), la mancata integrazione Sanremo-Imperia e l’aggiudicazione impugnata dal Tar per la cessione a privati dei nosocomi di Albenga e Cairo oggi conosce una nuova battuta d’arresto. Siamo di fronte alle privatizzazioni più sgangherate della storia”. Meglio così, verrebbe da dire, viste tutte le criticità presenti in quel bando. Ma è chiaro che la notizia della gara andata deserta è molto preoccupante, visto che il ponente genovese ha un estremo bisogno di un nuovo ospedale”.

Secondo i dem, stando a come era stata concepito, potrebbe “non essere una cattiva notizia visto che non è mai stato chiaro il rapporto fra questo ospedale e il San Martino, con il rischio (letale per lo storico Policlinico genovese) di sovrapposizione su due temi cardine come il polo di eccellenza oncologico e cardiologico”.

L’attacco politico raccoglie anche la questione elettorale: “E’ un’altra promessa di Toti che viene meno – si legge nel comunicato stampa – Non ci sarà alcuna prima pietra per l’ospedale a Ponente prima della fine della legislatura (anche se Toti l’aveva prevista entro il 2019). Anzi, quest’anno non conosceremo neppure l’esito di una nuova eventuale procedura. Niente di niente. Quello degli annunci senza esito purtroppo è un film già visto. Non avremo il pareggio di bilancio, le fughe non sono state ridotte, la mobilità passiva non solo non è stata diminuita ma è persino raddoppiata, il personale non è aumentato, ma è diminuito e le case della salute rimangono quelle fatte o programmate dal centrosinistra. La sanità è la cifra del fallimento del centrodestra”.