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Frana in val Varenna, a Carpenara si lavora per la riapertura già in serata fotogallery

La strada per San Carlo di Cese era già stata chiusa alcuni mesi nell'autunno 2018 poiché l'asfalto aveva ceduto, "mangiato" dal torrente

Genova. Aggiornamento ore 12.10: La ditta incaricata dei lavori è giunta sul posto. L’obbiettivo è mettere in sicurezza lo smottamento e riaprire almeno una corsia al traffico entro la serata.

Frana via Carpenara

La frana di rocce e fango caduta ieri sulla strada della Val Varenna in frazione Carpenara sta parzialmente isolando l’abitato di San Carlo di Cese, nell’entroterra del ponente genovese.

Questa mattina il Comune di Genova, con il municipio Ponente e le aree tecniche hanno effettuato un sopralluogo per capire l’entità del problema. Il Comune ha incaricato la ditta che dovrà eseguire i lavori in somma urgenza. Gli addetti saranno sul posto entro la mattinata per stabilire i tempi dell’intervento.

Al sopralluogo anche il consigliere delegato Sergio Gambino e il presidente del municipio Claudio Chiarotti che hanno spiegato come l’obbiettivo primario sia mettere la frana in sicurezza, poi riaprire almeno una carreggiata. Il problema è che al momento non è concesso neppure il transito a piedi.

Quando si capirà se sarà possibile transitare a piedi si potrà attivare una spola fra mezzi pubblici, con una sorta di navetta che farà salire i passeggeri oltre la frana e verso San Carlo, evitando ai residenti il lungo tragitto alternativo attraverso Lencisa e la Madonna della Guardia.

La strada per San Carlo di Cese era già stata chiusa alcuni mesi nell’autunno-inverno del 2018/2019 poiché l’asfalto aveva ceduto, “mangiato” dal torrente.

Alcuni abitanti della zona questa mattina hanno assistito al primo sopralluogo della protezione civile e dei tecnici. Non solo formalmente isolati, spiegano, ma la via alternativa è piuttosto lunga: “Ci vogliono almeno 40 minuti in più – racconta Antonio Cruciani – per scendere da Scarpino o dalla parte di Pontedecimo, ma il problema è che queste frane si ripetono ciclicamente”. Un territorio fragile “con un dissesto idrogeologico importante e chi ne paga le conseguenza sono sempre i cittadini, noi siamo una piccola comunità e come si dice ‘gambe in spalla e pedalare’”.