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Esplosioni e boati nell’ex cava dei Camaldoli, ecco la spiegazione

Decine di segnalazioni sui social, si tratta di brillamenti controllati da parte dell'esercito

Genova. Botti, esplosioni, boati. Decine di segnalazioni sono arrivate via Facebook dagli abitanti di Quezzi e San Fruttuoso, sulle colline della bassa Valbisagno, preoccupati per i forti rumori provenienti dall’ex cava Italcementi dei Camaldoli.

In realtà non c’è nulla di anomalo. Quell’area viene utilizzata periodicamente dall’esercito italiano per far brillare ordigni bellici e altri materiali esplodenti. La conferma arriva dal comandante ligure Giuseppe Francescon: “Non è un’attività che si può fare ovunque e quel sito rispetta tutte le normative di sicurezza – spiega – e semplicemente oggi era la giornata giusta per eseguire una serie di esplosioni, considerato anche il maltempo degli scorsi giorni”.

L’ex cava, sovrastata dal maestoso forte Monte Ratti e oggi sostanzialmente abbandonata, era stata utilizzata anche dai demolitori di ponte Morandi per testare le micro-cariche usate per l’implosione del 28 giugno.

Del tutto infondate, invece, le voci che attribuiscono i boati a presunti test condotti dalla Setti Fireworks, azienda che produce materiale pirotecnico e che ha un laboratorio in via Berghini.