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Crac Qui! Group, “istigazione al suicidio”: la procura apre un fascicolo sulla morte di Becchetti

Sconvolti i dipendenti del Moody e Pasticceria Svizzera: "Non meritava una fine del genere, e noi ci meritavamo che dicesse tutto quel che sapeva"

Genova. La procura di Genova ha aperto un fascicolo per istigazione al suicidio sulla morte di Stefano Becchetti, collaboratore di Gregorio Fogliani ed ex amministratore di Pasticceria Svizzera, che ieri mattina si è lanciato dal viadotto del Turchino sulla A26 per togliersi la vita.

A indagare sulla morte di Becchetti, indagato per il crac e che doveva essere sentito in questi giorni dal sostituto procuratore Patrizia Petruzziello, sono la polizia stradale di Ovada insieme alla Guardia di finanza. Oggi verrà dato l’incarico per l’autopsia sul corpo di Becchetti.

A eseguirla il medico legale Francesco Ventura. La finanza ha sequestrato il telefonino di Becchetti per capire quali siano le ultime persone contattate e se ci siano state pressioni che l’abbiamo spinto al tragico gesto. Al momento per gli inquirenti l’ipotesi più probabile è che il suicidio sia legato all’inchiesta.

A trovare il corpo ieri mattina era stato il guardiano del campo di calcio di Mele che ha visto una sagoma sul terreno e ha chiamato i soccorsi. Sconvolti i dipendenti del Moody di cui era stato in passato direttore e quelli dell’ex pasticceria svizzera: “Un uomo burbero ma dotato di grande umanità è il commento più frequente”. Qualcuno si spinge più in là: “Pedine in un gioco diabolico. I colpevoli si sa chi sono ma non pagheranno abbastanza”.

Altri provano a uscire dal coro: “Era una cane fedele, che a volte abbaiava molto ma non alla fine non mordeva mai. Di certo non meritava una fine del genere, e noi ci meritavamo che dicesse tutto quel che sapeva agli inquirenti”.