Grande opera

Avviata la gara per lo scolmatore del Bisagno, dalla Sciorba al mare cantieri aperti entro il 2020 fotogallery

La galleria e la sistemazione dell'alveo dovrebbero mettere la vallata al sicuro per eventi meteo ultracentennali. Giampedrone: "Uno dei progetti di difesa del suolo più grandi in Europa"

Genova. Una galleria sotterranea, lunga oltre 6 chilometri, che dall’area della Sciorba porterà circa 450 metri cubi di acqua al secondo in mare, nella zona di San Giuliano, in Corso Italia. Un’opera del valore di circa 204 milioni di euro per il quale ha preso il via il bando di gara europeo, con l’obiettivo di far partire i cantieri entro il 2020.

Lo scolmatore del Bisagno, la cui progettazione è stata affidata a Rocksoil, è l’intervento di maggiore rilevanza sia dal punto di vista economico sia per i risultati attesi, per la messa in sicurezza idraulica di questa parte, molto fragile, del territorio genovese. La galleria permetterà di smaltire 450 metri cubi al secondo, mentre la nuova copertura del Bisagno permetterà il deflusso di 850 metri cubi, sempre al secondo, per un totale di 1300 totali, una quantità di acqua che, secondo i ocelli statistici, può cadere una volta ogni 200 anni.

Proseguono intanto i cantieri di copertura del Bisagno, nel tratto di viale tra via Santa Zita e Brignole. I lavori sono arrivati a oltre il 50% del terzo e ultimo lotto dell’opera, e la conclusione è prevista entro il 2020. Completato, invece, lo scolmatore del Fereggiano, fondamentale per mitigare i danni provocati da questo torrente, che provocò la tragica alluvione del 4 novembre 2011. Il canale sotterraneo, è operativo già da un anno, ma solo in caso di emergenza. L’opera, infatti, è ancora in attesa del collaudo che avverrà solo una volta che saranno completate le opere di presa sui torrenti Noce e Rovare, in ritardo sulla tabella di marcia.

Scolmatore Bisagno

“A questo punto parte la gara per affidare i lavori, con l’obiettivo di aprire il cantiere nella primavera del 2020 – commenta il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti – siamo al fischio d’inizio di un’opera di cui si parla da circa 50 anni, dalla tragica alluvione di Genova del 1970, attesa da generazioni e che avrà un impatto enorme sulla sicurezza dei cittadini. È un’altra promessa mantenuta, sul fronte forse più importante, quello della riduzione del rischio idrogeologico. Il nostro impegno è stato costante fin dal primo giorno, sia sui cosiddetti rivi e fronti minori che su opere di ampio respiro come questa, destinata a cambiare davvero il volto della città e della Regione. Assieme ai lavori di copertura dello stesso Bisagno e allo Scolmatore del Fereggiano, che procedono spediti, si garantisce che, in caso di piogge eccezionali, gran parte dell’acqua verrà scaricata direttamente in mare attraverso la nuova galleria, e la restante potrà defluire nell’alveo che è in corso di adeguamento. Una svolta epocale”.

“Quest’opera rappresenta una degli interventi più importanti di difesa del suolo a livello europeo– precisa l’assessore alla Difesa del suolo Giacomo Giampedrone – Il progetto prevede una galleria di 9,8 metri di diametro lunga 6 chilometri e mezzo, che verrà raccordata allo sbocco con lo scolmatore del Fereggiano in fase di ultimazione. Oltre a questo verranno realizzate una briglia di trattenuta dei corpi galleggianti e una nuova passerella pedonale, entrambe a monte della galleria, oltre a un sistema di sbarramento regolabile nell’alveo del torrente e a una imboccatura laterale per l’alimentazione dello scolmatore. L’obiettivo è concludere i lavori nell’estate 2023”.

“Si tratta di un’opera di importanza vitale per la città per evitare che si ripetano situazioni di enorme criticità come quelle che abbiamo patito anche in un recente passato – commenta il sindaco di Genova Marco Bucci -. Investire sulla sicurezza, sulla tutela dell’ambiente e sulla riduzione del rischio idrogeologico significa salvare vite umane, opere pubbliche, attività di privati: conti che Genova non vuole più dover pagare e che grazie a quest’opera fondamentale faranno parte del passato”.

“Dopo la gara per la diga foranea e il porto di Genova, Invitalia è nuovamente coinvolta, sempre come Centrale di Committenza, in un’opera fondamentale per lo sviluppo e la difesa del territorio, con l’obiettivo di contenere i rischi derivanti dal dissesto idrogeologico – ha dichiarato Domenico Arcuri, AD di Invitalia – Come sempre puntiamo ad accelerare il più possibile i tempi per l’esecuzione dell’intervento. La sostenibilità sarà uno dei principali criteri per la valutazione delle offerte Un ulteriore segnale di attenzione per la difesa dell’ambiente”.

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