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Arcelor Mittal, il governo rassicura i sindacati. Fiom (Genova): “Non scoprono carte, attenzione alta fino al tavolo di novembre”

Tavolo con azienda e sindacati il 7 o 8 novembre. Per il Governo l'allarme su Taranto sarebbe una montatura della stampa

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Genova. “E’ chiaro che quello di oggi è stato un incontro interlocutorio in cui il governo ha di fatto cercato di tranquillizzare i sindacati. Il 7 o l’8 novembre sarà fissato un incontro a tre con anche la presenza dell’azienda. La sensazione al momento è quella che non siano state ancora scoperte le carte quindi l’attenzione deve restare alta per essere pronti a dare battaglia”.
Così il segretario genovese della Fiom Bruno Manganaro commenta l’incontro appena terminato tra i segretari nazionali di Fiom, Fim e Uilm e il Governo.

“Il Governo dice che ha incontrato per ben tre volte l’azienda ma mai si è parlato della questione della tutela legale, né di conversione dell’area a caldo, ma sinceramente le dichiarazioni lette in questi giorni da diversi esponenti di governo e maggioranza dubito siano invenzioni giornalistiche. Ora però non resta che attendere l’incontro del 7”.

Fra le tante dichiarazioni che hanno allarmato in questi giorni i sindacati quella del sottosegretario alla presidenza del consiglio Turco per il quale la chiusura dell’Ilva non sarebbe una iattura, al contrario: “Taranto può e deve pensare al suo futuro senza vederlo legato allo stabilimento dell’ex Ilva”, sollecitando “un accordo di programma per la riconversione economica e industriale della città”. 

Oggi il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli ha detto tutt’altro: “Non esiste un’idea di piano industriale del Paese senza la siderurgia. Noi siamo intenzionati a garantire la continuità produttiva, chiederemo all’azienda di rispettare il piano industriale e ambientale”.

E rispetto alla norma che avrebbe garantito la tutela legale per Mittal: “Non vedo nessun legame tra lo scudo e l’ambiente: esiste un Piano ambientale e riteniamo che ci siano tutte le condizioni per proseguire, a prescindere da quello che è successo al Senato ed eventualmente succederà alla Camera” ha detto il ministro. “Siamo convinti che non ci sia un’incidenza diretta tra il decreto imprese e la situazione industriale a Taranto”.

Patuanelli al termine dell’incontro ha ribadito ai giornalisti che Mittal non avrebbe posto nei tre incontri che si sono susseguiti con il governo, il tema dello scudo penale: “L’azienda non ha posto il problema” dell’immunità penale Si è parlato delle difficoltà del ciclo produttivo, industriale legate, a detta dell’azienda, a contingenze di mercato. C’è in effetti un rallentamento e i dazi non aiutano”.

Per il governo l’incontro della seconda settimana di novembre dovrebbe servire solo a fare il punto sull’accordo dello scorso anno proprio in virtù delle difficoltà del ciclo produttivo, mentre per i sindacati sarà un tavolo fondamentale per capire il futuro di Taranto e della siderurgia in Italia, comprese le possibili ripercussioni su Genova.

Per il segretario nazionale della Fim Marco Bentivogli “l’accordo del 6 settembre 2018 va rispettato da azienda e governo, ed è inaccettabile che sulla vicenda ex Ilva non vi sia mai un punto fermo su cui lavorare tutti insieme. Il punto fermo è l’accordo e il piano ambientale e di mobiliteremo contro ogni deviazione da questo percorso”.

“Il governo si assuma le proprie responsabilità Deve garantire la continuità produttiva dell’azienda. Il rischio per tutta la filiera dell’acciaio è troppo alta e quindi anche per lo stabilimento di Genova”. aggiunge il segretario della Fim Cisl Liguria Alessandro Vella. “L’accordo del 6 settembre 2018 va rispettato da azienda e Governo – ribadisce Vella – Bisogna partire da questo per riaprire una discussione seria e di prospettiva industriale che tuteli lavoro e ambiente altrimenti il sindacato e i lavoratori sono pronti a mobilitarsi da subito, senza tentennamenti alcuni che in questo momento sono propri della parte politica”.

“Prendo atto che il ministro Patuanelli ha riconfermato l’accordo del 6 settembre 2018 e gli impegni sul risanamento ambientale e industriale, ovvero che nulla muta del piano industriale. Il dato negativo che registriamo è che non ha dato nessuna rassicurazione sulla tutela legale e questo può creare non pochi problemi rispetto alla posizione di Mittal” dice il segretario della Uilm genovese Antonio Apa. “Comunque – aggiunge – prendiamo atto della convergenza totale del Ministro sull’accordo siglato al Mise l’anno scorso che per noi rimane valido a tutti gli effetti”