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Alluvione, la valle Stura protesta: “Tagliati fuori da Trenitalia”. A Rossiglione allarme acqua potabile

Il sindaco Piccardo: "Tubi scoperti, a rischio approvvigionamento idrico", 65 sfollati complessivi

Rossiglione. “Siamo tagliati fuori da Trenitalia. I bus sostitutivi non possono fermarsi a Ovada, altrimenti i nostri cittadini saranno penalizzati”. I sindaci della valle Stura alzano la voce dopo il devastante nubifragio che ha disseminato le strade di frane, ma anche allagato i binari e messo ko la ferrovia.

La richiesta, al termine del Com (centro operativo misto) al quale ha partecipato anche il capo della protezione civile Angelo Borrelli, è quella di prolungare il percorso dei pullman almeno fino a Rossiglione, dove la strada è adesso transitabile. Trenitalia ha assicurato che farà il possibile, ma per liberare la linea si dovrà aspettare la nuova ondata di maltempo attesa tra mercoledì notte e giovedì. Allo stesso modo è in dubbio la riapertura a senso unico alternato della statale tra Campo Ligure e Masone, interrotta dalla frana che ha distrutto l’antica chiesa, prevista per mercoledì sera.

I sindaci hanno chiesto alla protezione civile di valutare la possibilità di un intervento dell’esercito, ma anche sostegno nella delicata fase della ricostruzione: “Per progettare tutti i lavori sulle frane non bastano 40 giorni a norma di legge, ci serve un aiuto”, spiega il sindaco di Campo Ligure, Gianni Oliveri.

A Rossiglione, inoltre, c’è preoccupazione per l’approvvigionamento idrico. “In località Testaquara è crollata una strada e i tubi dell’acquedotto sono rimasti scoperti – ha spiegato il sindaco Katia Piccardo – quindi ora c’è il rischio che il paese rimanga senz’acqua. Abbiamo chiesto a Iren e Anter un rapido intervento di messa in sicurezza”.

Gli sfollati sono complessivamente 65 nella valle, tutti a causa delle frane. Si tratta di 16 persone a Campo Ligure e 49 a Rossiglione, dove al bilancio dei condomini di via Roma e via Airenta si è aggiunta una residente fatta sgomberare perché il fronte si è mosso ancora. Escluso, quindi, che possano rientrare a breve nei loro appartamenti. Per loro la Regione attiverà i contributi per l’autonoma sistemazione.