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A Loano la presentazione dei progetti di antincendio boschivo: “Insieme per prevenire e lavorare al meglio” fotogallery

Loano. Questa mattina al Loano 2 Village di via degli Alpini ha preso il via la due giorni del Meeting dei Progetti e Comitati di Pilotaggio. Nel corso della mattinata è prevista la presentazione dei progetti di antincendio boschivo per la sicurezza in Liguria. L’incontro, aperto al pubblico, è stato organizzato da Anci Liguria nell’ambito del Programma Italia-Francia Marittimo e vuole essere “un momento di condivisione dell’importante lavoro che si sta svolgendo nelle aree italiane e francesi coinvolte nei progetti europei di antincendio che produrranno effetti benefici sul territorio ligure negli anni a venire” e “un momento di sensibilizzazione nei confronti di una problematica che interessa da vicino tutti i cittadini”.

Incontro incendi boschivi Loano

Tra gli altri erano presenti l’assessore all’agricoltura di Regione Liguria con delega all’antincendio Stefano Mai, il prefetto di Savona Antonio Cananà, il consigliere provinciale Luana Isella, i sindaci liguri, i volontari dell’antincendio boschivo e vigili del fuoco di Toscana, Sardegna, Région PACA e Collectivité de Corse.

L’obiettivo principale del Programma Italia-Francia Marittimo è quello di contribuire a lungo termine a rafforzare la cooperazione transfrontaliera tra le regioni partecipanti e a fare dello spazio di cooperazione una zona competitiva e sostenibile nel panorama europeo e mediterraneo. Per raggiungere questo obiettivo sono stati identificati quattro assi prioritari. Due assi prioritari (1 e 4) sono focalizzati sull’aspetto della competitività e dell’inclusività economica. Orientano gli interventi verso obiettivi di crescita e di sviluppo delle imprese delle filiere transfrontaliere (asse1), oltre che di creazione di nuove opportunità di lavoro sostenibile e di qualità (asse4).

Gli assi prioritari 2 e 3, invece, si concentrano sull’aspetto della sostenibilità. Sono finalizzati alla protezione e valorizzazione delle risorse naturali e culturali e alla gestione dei rischi nelle zone di terra e marittime (asse 2) e al miglioramento della connessione dei territori, aumentando l’offerta di trasporti sostenibili e multimodali e della sostenibilità delle attività portuali, riducendo l’inquinamento acustico e le emissioni di CO2 (asse 3).

La ripartizione della dotazione finanziaria del Programma privilegia gli assi legati alla sostenibilità, con il 64 per cento delle risorse a essa dedicate.

Il progetto strategico Med Star intende contribuire al rafforzamento della capacità delle istituzioni pubbliche di prevenire e gestire, in forma congiunta, il crescente rischio di incendio derivante dai cambiamenti climatici, anche mediante opportune azioni di adattamento. Un’attenzione particolare sarà rivolta alle criticità che si rilevano nelle aree a elevata presenza antropica (aree di interfaccia urbano-rurale, aree costiere ad alta densità turistica) e nelle aree di rilevante interesse naturalistico (siti della rete Natura 2000, Parchi Naturali, aree forestali di pregio). Il progetto intende contribuire alla mitigazione del rischio incendio nell’area di cooperazione, promuovendo e potenziando sia la copertura sia l’integrazione dei sistemi pubblici congiunti di gestione del rischio incendi, laddove tali sistemi siano assenti o non sufficienti. Le azioni del progetto saranno realizzate, su scala sia locale sia regionale sia transfrontaliera, e saranno orientate a una significativo miglioramento degli interventi di previsione e prevenzione degli incendi, attraverso la creazione di piani di azione congiunti e di opportuni strumenti per la pianificazione del territorio

Capofila del progetto è la Regione Autonoma della Sardegna; i partner sono Regione Liguria, Anci liguria, il Cnr-Istituto di Biometeorologia, Università di Sassari, Regione Toscana, Laboratorio di Monitoraggio e Modellistica Ambientale per lo sviluppo sostenibile, Università di Firenze, Région Provence-Alpes-Côte-D’azur, Institut national de recherche en sciences et technologies pour l’environnement et l’agriculture, Conseil Départemental des Alpes Maritimes, Centro Internazionale in Monitoraggio Ambientale-Fondazione CIMA, Collectivité de Corse, Université de Corse Pascal Paoli, Office National des Forets, Fondazione Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici.

A Loano la presentazione dei progetti di antincendio boschivo

“Noi in questi anni abbiamo affrontato con grande determinazione il problema degli incendi boschivi – ha dichiarato l’assessore regionale Stefano Mai – Sono molto soddisfatto del lavoro fatto: abbiamo una capacità operativa altissima grazie ai nostri circa 2mila volontari, che mettono sempre in campo passione e grandi competenze. E sono certo che rafforzeremo la struttura operativa dell’antincendio boschivo in Liguria. Questo progetto si compone di altri 5 progetti: uno strategico complesso, guidato da Regione Sardegna, e 4 ‘semplici’, di cui uno che vede capofila Regione Liguria. Attraverso questo progetto metteremo in atto molte azioni a difesa del patrimonio boschivo per realizzare una sorta di cooperazione interregionale e internazionale e affrontare il tema. Saranno due giornate dove il comitato di pilotaggio formato da volontari, stazioni di ricerca e Regioni metteranno a punto le strategie dei 5 progetti”.

“Sono doppiamente felice – ha aggiunto il sindaco di Loano Pignocca – Sia per l’importanza dell’evento sia per il fatto che si svolga a Loano. I nostri gruppi di protezione civile si compongono di tanti volontari Aib, che sono la ‘mano operante’ della Regione nei nostri territori. Comuni come Loano, che sono costieri per nascita a ubicazione, hanno comunque almeno il 40 per cento di territorio boschivo. Ci accorgiamo dell’importanza dei volontari quando avvengono incendi e simili, ma prevenire è sempre meglio che curare”.

Il direttore generale di Anci Liguria, Pierluigi Vinai, precisa meglio i contenuti dei progetti al centro del convegno iniziato oggi: “Questo programma comunitario ci consente di mettere insieme cinque regioni che hanno territori piuttosto omogenei: la Sardegna, la Corsica, la Toscana, la Liguria e la Provenza e Costa Azzurra. Fino adesso ognuno ha lavorato per sé e non ha condiviso e perciò ci ritroviamo, banalmente, ad avere gli attacchi delle manichette antincendio tutti diversi uno dall’altro. Questo ovviamente non va bene, perché fa perdere tempo e fa venire meno la possibilità di intervenire celermente in caso di bisogno e di attuare un’azione preventiva e di formazione. E allora con questo grande progetto (formato a sua volta da un progetto strategico e quatto progetti semplici ‘discendenti’ da esso) di intervenire su una serie di aspetti”.

Che sono: “Intanto nuovi mezzi a tecnologia avanzata; collegamento con le sale operative; una piattaforma di prevenzione (su cui sta lavorando Fondazione Cima) che ci aiuterà anzitempo a capire dove andare a intervenire, la formazione sia dei vigili del fuoco che dei volontari Aib che sono realtà fondamentali e imprescindibili per questo tipo di azione; un’azione di comunicazione di massa: la cittadinanza e le comuinità locali spesso sottovalutano per mancanza di conoscenza il rischio dell’incendio boschivo e di come questo si possa propagare. Su questo va fatta un’azione preventiva di informazione e di capillare diffusione delle notizie prima, durante e dopo in sede di bonifica”.

“Questo progetto durerà tre anni e beneficia di un finanziamento importante dell’Unione Europea. La Regione Liguria, insieme alle regioni partner, ci ha creduto fortemente. Bisogna ringraziare tutti quelli che fanno parte del progetto e che metteranno cuore e mente a disposizione di qualcosa di concreto che va a favore del bene comune”.

Incontro incendi boschivi Loano

“Questo progetto è finanziato dall’Unione Europea. Lo scopo è di far interagire diverse Regioni e territori che hanno problemi comuni (Sardegna, Toscana, Liguria, Corsica e Francia) per cercare di risolvere l’annoso problema degli incendi boschivi – ha spiegato Stefano Campesi, dirigente della Regione Sardegna – Come? Sia con lo scambio di informazioni e esperienze tra soggetti pubblici e istituzionali sia informando e formando i cittadini, che sono parte attiva nella difesa del territorio in cui vivono. Ogni territorio ha le sue esperienze e conoscenze, ma è importante rendere omogenee le procedure per creare un’interoperatività tra diversi soggetti, non soltanto italiani, che possano aiutarsi vicendevolmente in caso di emergenze”.

Intermed affronta la problematica degli incendi di interfaccia e studia le strategie per la difesa della pubblica incolumità dagli incendi boschivi che interessano le aree antropizzate. Le interfacce sono le aree di contatto tra lo spazio naturale e i centri abitati, che tendono ad ingrandirsi a causa dell’espansione urbana e dell’abbandono rurale; si tratta di aree con alta criticità di sicurezza delle merci e delle persone, della biodiversità e uso del territorio e dello sviluppo sostenibile. Scopo principale di INTERMED è identificare modi efficaci per ridurre la vulnerabilità di queste aree. A tale scopo, il progetto è diviso in tre parti: l’identificazione e la mappatura del rischio di incendio alle interfacce, la vulnerabilità di edifici legati alla presenza di vegetazione nelle vicinanze dell’edificio, azioni pilota per ridurre la vulnerabilità delle zone d’interfaccia.

Capofila è Collectivité de Corse Partner; sono partner Regione Liguria, Université de Corse Pascal Paoli, Anci Toscana, Unione dei Comuni della Versilia, Università di Sassari, Institut national de recherche en sciences et technologies pour l’environnement et l’agriculture.

Il progetto MedCoopFire intende favorire lo sviluppo di sinergie tra le attività di monitoraggio del territorio per la tutela dei patrimoni forestali, anche contro i cambiamenti climatici e per le operazioni di spegnimento degli incendi e minimizzazione dei rischi. Attraverso il progetto gli enti partner avranno gli strumenti/mezzi per la creazione dei “moduli unionali”, una sorta di colonnine mobili, un sistema transfrontaliero comunicante di mezzi di trasporto, per intervenire al meglio nella gestione degli incendi transfrontalieri/transregionali dotandosi della strumentazione necessaria per operare in sinergia con le diverse forze in campo e la possibilità di intervenire sui confini con una maggiore efficienza ed efficacia.

Capofila del progetto è Regione Liguria; sono partner Regione Toscana, Istituto di Biometeorologia, Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale della Regione Sardegna, Service Départemental d’Incendie et de Secours du Var, Conseil Départemental des Alpes Maritimes, Service d’Incendie et de Secours de Haute-Corse.

A Loano la presentazione dei progetti di antincendio boschivo

Obiettivo di Med Foreste è migliorare la capacità delle istituzioni pubbliche di prevenire e gestire il rischio incendi boschivi tramite sperimentazione, attuazione e confronto transfrontaliero di interventi di prevenzione incendi. Tutte le sperimentazioni pilota previste saranno finalizzate ad ottenere risultati capaci di migliorare la capacità decisionale delle Istituzioni pubbliche e degli Enti gestori in materia di interventi di prevenzione degli incendi boschivi. Il confronto transfrontaliero di strategie di gestione del combustibile vegetale, quali fuoco prescritto, meccanizzato e pascolo, verranno esaminate con un approccio tutto focalizzato sugli aspetti decisionali, studiando per ciascuna strategia le sue implicazione in termini di sviluppo socio-economico, ambientale, ma anche finanziario. Quest’ultimo aspetto sarà di grande aiuto ai responsabili della prevenzione incendi, in una fase restrittiva della spesa pubblica come quella attuale, in quanto permetterà l’effettiva ottimizzazione delle risorse pubbliche disponibili. Si tratta quindi di un approccio molto innovativo ed interdisciplinare che potrà essere di reale supporto ai decisori in materia di prevenzione e lotta agli incendi boschivi. Anche l’attuazione degli interventi pilota di riduzione del combustibile vegetale sarà tutta finalizzata a definire criteri di individuazione delle aree strategiche su cui intervenire, alla standardizzazione di interventi “tipo” che permetteranno la replicabilità delle azioni pilota sulla base di conoscenze scientifiche condivise e monitorate con sistemi testati e validati.

Capofila del progetto è Anci Toscana; sono partner Regione Liguria, Anci Liguria, Office National des Forets, Parc national de Port-Cros, Agenzia forestale regionale per lo sviluppo del territorio e l’ambiente della Sardegna, Istituto di Biometeorologia.

L’obiettivo generale di Med Pss è lo sviluppo di una educazione al rischio incendi nelle fasi di prevenzione e allerta. Gli incendi degli ultimi 20 anni dimostrano che la cultura del rischio non è abbastanza sviluppata né trasmessa nelle aree di frontiera e del Marittimo. L’evoluzione delle tecnologie offre la possibilità di nuovi modi di trasmissione e diffusione delle informazioni. La lotta contro gli incendi comincia prima che il fuoco scoppi: la maggior parte degli incendi ha origine, infatti, nei gesti di imprudenza e la popolazione non conosce quali siano le pratiche da adottare nel momento in cui l’incendio divampa. Sviluppare una cultura del rischio nella zona transfrontaliera Italia-Francia, anche attraverso lo studio delle buone pratiche già messe in campo dai partner, è fondamentale per prevenire gli incendi e diminuire i danni ambientali, umani e materiali durante l’emergenza.

Capifila del progetto è Région Provence-Alpes-Côte d’Azur Partner; sono partner Regione Liguria; Anci Liguria, Anci Toscana, Provincia di Lucca, Regione Autonoma della Sardegna, Collectivité de Corse, Entente pour la forêt méditerranéenne.