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Usava il telefonino come richiamo per la caccia, denunciato

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Serra Riccò. Usava il proprio smartphone per riprodurre il canto del merlo e, in questo modo, sperava di riuscire ad aggirare la legge del 1992 che vieta l’uso durante la caccia di richiami elettroacustici per attirare gli uccelli migratori, ma il suo comportamento non è passato inosservato e gli è costato una denuncia alla Procura della Repubblica di Genova per il reato di caccia con mezzi non consentiti.

L’uomo, un trentenne genovese, stava esercitando la caccia ai migratori da un appostamento fisso lungo l’Alta Via dei Monti Liguri, in località Costa di Orero, in comune di Serra Riccò,  quando è stato sorpreso da alcune guardie venatorie volontarie dell’associazione WWF mentre utilizzava un audio mp3 riproducente il canto del merlo.

Il metodo utilizzato, cioè quello di usare lo smartphone per il richiamo, è risultato più scaltro dell’impiego, sempre vietato, di differenti è più appariscenti apparecchi elettroacustici riproducenti i canti dei migratori, ma questo non è bastato a risparmiargli la sanzione. Sul posto, infatti, sono arrivati i Carabinieri della stazione di Campomorone, che hanno anche sequestrato il fucile semiautomatico del cacciatore