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Trasporto pubblico in Val Bisagno, consiglio municipale vota per la tramvia ma l’idea skytram non finisce nel cassetto

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Genova. Come da tradizione, sul futuro della viabilità della Valbisagno, sono tutti d’accordo su un punto – “così non va bene” – e tutti in disaccordo sul resto. Ma una certezza esiste: i soldi per il rinnovamento, al momento, non ci sono. Il Comune di Genova aspetta da mesi l’esito della graduatoria del ministero dei Trasporti per vedersi assegnare, almeno questi sono gli auspici, 650 milioni di euro per far partire il pums, in particolare il progetto delle linee di forza con filobus e corsie dedicate. A gennaio l’amministrazione farà un’altra richiesta di fondi, partecipando a una nuova call ministeriale, e chiederà i soldi per realizzare lo skytram in Valbisagno. Ovvero una sorta di metropolitana rialzata si rotaia.

Ieri il consiglio del municipio della Media Val Bisagno si è espresso votando e approvando una mozione del Movimento 5 Stelle per definire le modalità di costruzione della tranvia nella vallata. La mozione pentastellata approvata in Municipio, un documento congiunto con anche le integrazioni delle forze di centro sinistra, impegna il presidente D’Avolio affinché si definiscano tempi precisi di progettazione dell’opera in modo da presentare alla prossima call ministeriale un’idea di mobilità in Val Bisagno che veda il tram al centro del progetto.
Non solo, il MoVimento 5 Stelle chiede specificatamente che l’eventuale linea tranviaria abbia partenza da Prato, che vengano definiti i tempi di percorrenza e salvaguardate le attività commerciali. Infine si chiede che il progetto venga realizzato mediante una gara di idee europea, con l’obiettivo di non ridurre il numero di parcheggi e di riqualifica delle aree attraversate. Il presidente del municipio Roberto D’Avolio però lascia le porte aperte all’ipotesi “skytram”.

Per lo skytram servirebbero 300 milioni di euro. Non spiccioli. Ma negli ultimi giorni un quotidiano come il SecoloXiX ha anticipato che due colossi dei trasporti come Hitachi e Railways Alstom stanno lavorando a soluzioni che possano andare d’accordo con l’idea di un project financing. In quel caso avrebbero il servizio in concessione. Ma per ora, è tutto solo su carta.