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Saluti romani davanti al Parlamento, maggioranza in regione non sottoscrive ordine del giorno di condanna

L'ordine del giorno di presa di distanze dalla "apologia di fascismo" divide il consiglio regionale

Genova. Non si ferma l’onda lunga dello scontro politico sui saluti romani visti e documentati durante la manifestazione organizzata da Lega, Fratelli d’Italia e Cambiamo! davanti al Parlamento lo scorso 9 settembre.

Durante la seduta odierna del consiglio regionale, infatti, la minoranza ha presentato un ordine del giorno in cui veniva chiesto al presidente e alla giunta di prendere le distanze pubblicamente “dai gravissimi episodi di apologia del fascismo che si sono verificati durante la manifestazione svoltasi all’esterno dell’istituzione che più di ogni altra rappresenta i principi democratici negati dal ventennio mussoliniano: il Parlamento”.

Il documento però non è stato sottoscritto dai consiglieri di maggioranza: l’ordine del giorno sarà comunque depositato per poi passare in discussione, con successiva votazione da parte del parlamentino ligure.

“Mentre alla Camera dei deputati era in corso la discussione sulla mozione di fiducia al Governo Conte II, all’esterno si svolgeva una deplorevole manifestazione a suon di fischi, cori e saluti fascisti. Sul palco prendeva parte anche il presidente della Giunta Toti”, dichiara la capogruppo regionale Alice Salvatore esponendo l’Odg in Aula sottoscritta dai colleghi di Gruppo e da tutti i consiglieri della minoranza.

“Tra i presenti – continua – figuravano anche numerosi esponenti dell’estrema destra, tra i quali il leader di Forza Nuova Roberto Fiore, diversi membri di CasaPound e formazioni minori. Riteniamo che il Presidente Toti e tutti gli assessori della sua Giunta debbano prendere pubblicamente le distanze dai gravissimi episodi di apologia del fascismo”.

“I capigruppo di maggioranza del centrodestra non hanno voluto firmare questo Odg. La posizione antifascista dovrebbe essere condivisa da tutti. Depositeremo dunque l’atto in modo che sia successivamente oggetto di discussione in Consiglio regionale, visto che oggi incredibilmente non si trova l’unanimità”, conclude Salvatore.