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Revoca ad Autostrade, con gli sviluppi shock dell’inchiesta torna l’idea della “concessionaria regionale”

L'aveva lanciata Giovanni Toti dopo il crollo del ponte Morandi, ma non piace solo a lui

Genova. Nelle ultime ore il capo politico del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio è tornato ad alzare la voce sul tema della revoca delle concessioni ad Autostrade per l’Italia. Non si tratta di rivedere o revisionare gli affidamenti – come è emerso a partire dall’avvio del governo Conte 2 – ma di eliminare il ruolo della società del gruppo Atlantia. Specialmente dopo gli sviluppi dell’inchiesta sui falsi report per i viadotti.

E così torna in auge un’idea che era stata lanciata, nelle settimane dopo il crollo di ponte Morandi dal presidente della Regione Liguria Giovanni Toti. Il governatore, oggi leader di Cambiamo, non era mai stato “talebano” sul tema della revoca. Ma adesso torna con quell’alternativa che mette insieme il concetto di controllo pubblico e quello a lui caro di autonomia territoriale.

Toti ieri sera a margine della sua partecipazione alla proiezione di ‘Genova ore 11,36′ il film documentario sul crollo di Ponte Morandi prodotto da 42 Parallelo ha ricordato: “Nel dossier dell’autonomia abbiamo chiesto anche maggiore autonomia sulle infrastrutture tra cui anche la possibilità di creare una concessionaria regionale che esiste già in altre regioni come in Lombardia Veneto e Friuli. E’ una soluzione a cui abbiamo pensato ma deve trovare d’accordo prima di tutto questo governo che deve avviare il confronto nel modo più rapido possibile e poi arrivare a definire quell’autonomia senza la quale tutto questo non sarebbe possibile”.

Per Toti l’idea di una concessionaria regionale è “in assoluto e oggi ancora in termini astratti certamente possibile anzi auspicabile”, e per il sindaco di Genova Marco Bucci sembra “una bella idea”. Il primo cittadino, come sempre si sbilancia pochissimo su tema dell’inchiesta e ancora meno su quello del ruolo di Autostrade, soggetto con cui il Comune sta comunque collaborando sia per gli indennizzi, sia per la costruzione del nuovo viadotto (Autostrade paga) sia per altre questioni, per esempio la gestione dei detriti, in parte presi in carico da Pavimental.

Sull’inchiesta, dunque, “non parlo – ha detto – è un lavoro che sta facendo la magistratura e mi sembra che lo stia facendo molto, molto bene. Io devo fare il mio lavoro per il ponte. Vi posso garantire che la struttura commissariale sta mettendo attenzione a tantissime cose. Certamente – ha sottolineato – abbiamo intensificato molti controlli e questo secondo me è ciò che la città chiede”