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Omicidio Tomalà, il pm chiede l’assoluzione: la sentenza il 26 settembre

Fuori dal tribunale un gruppo di amici e parenti della vittima hanno chiesto "giustizia e verità"

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Genova. E’ stata rinviata al 26 settembre l’udienza preliminare per la morte di Jefferson Tomalà che vede indagato l’agente del commissariato di Cornigliano Luca Pedemonte, accusato di eccesso colposo di legittima difesa per aver ucciso con sei colpi di pistola nel corso di un tso il ventenne nella sua abitazione di via Borzoli.

Il poliziotto, difeso dall’avvocato Antonio Rubino che ha chiesto il rito abbreviato, non ha partecipato all’udienza a cui hanno presenziato invece la mamma e la sorella di Jefferson che continuano a chiedere giustizia. Il sostituto procuratore Walter Cotugno ha chiesto l’assoluzione, la difesa di Pedemonte e gli avvocati Tonnarelli che difendono gli interessi della famiglia Tomalà.

Il pm, che aveva chiesto l’archiviazione del procedimento respinta tuttavia del gip Borzone che aveva disposto l’imputazione coatta, ha chiesto l’assoluzione sulla base della perizia di un consulente tecnico del Consubin che di fatto spiega come il poliziotto non avrebbe potuto agire altrimenti. “Sono le stesse conclusioni a cui è arrivano il nostro consulente – ha detto l’avvocato del poliziotto. Tutte le procedure sono state seguite e se Pedemonte ha sparato sei colpi anziché tre che è la raffica minima prevista, è perché dopo i primi tre colpi il ragazzo continuava a dimenarsi colpendo il collega del mio assistito”.

Fuori un gruppo di amici ha esposto alcuni striscioni: “verita e giustizia per Jefferson”. Ieri circa 300 persone hanno partecipato a una fiaccolata per le vie di Sestri ponente.