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Futuro di Amiu, i sindacati: “Azienda in equilibrio solo con i 17 milioni degli espropri per il Morandi”

Preoccupazione per il futuro dell'azienda

Genova. “Dopo mesi di incontri privi di contenuti, il Comune, pavidamente, celandosi dietro a un comunicato stampa aziendale, ha ufficializzato le strategie impiantistiche per Amiu”. Un duro comunicato, a firma di Fp Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Fiadel sulla notizia che l’impianto di Tmb (Trattamento meccanico biologico) previsto a Scarpino, sarà costruito con la formula del project financing, quindi in concessione a un eventuale privato (molto probabilmente Iren Ambiente). Le sigle dicono di condividere il comunicato della Rsu aziendale, chiedendo un incontro urgente al sindaco. Viene anche chiesto a tutti i lavoratori di partecipare alle prossime iniziative che verranno organizzate per definire insieme quale posizione assumere e quale percorso individuare per sostenere le rivendicazioni e contrastare questa “diabolica decisione imputabile alla giunta Bucci congiuntamente ai vertici di Amiu guidati da Tiziana Merlino”.

Fp, Fit, Uiltrasporti e Fiadel dichiarano: “Con modalità becere, degne delle più arretrate tecniche autoritarie e padronali, Comune e azienda, senza neppure aprire un confronto serio con le rappresentanze dei lavoratori, benché più volte sollecitato, hanno definito il modello del project financing per progettazione e costruzione dell’impianto Tmb, affidandone la gestione per 24 anni a un soggetto terzo e potenzialmente privato. Riteniamo – scrivono i sindacati – che questa scelta unilaterale possa essere pericolosa per il futuro dei lavoratori di Amiu perché rappresenta la rottura del ciclo integrato dei rifiuti, cedendo la parte ricca e remunerativa, lo smaltimento, ad altra società che si arricchirà determinando e incassando le tariffe del trattamento dei rifiuti prodotti dai cittadini genovesi che, come già accaduto per la gestione del ciclo delle acque, vedranno rincarare le bollette”.

Fp Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Fiadel ritengono che l’unica soluzione per garantire continuità ad Amiu, per una trasparente gestione dei rifiuti e un’adeguata politica tariffaria ai cittadini sia necessario mantenere unito il ciclo integrale dei rifiuti ed assegnarne la gestione ad Amiu mantenendola pubblica. “La strategia definita dal Comune ci preoccupa particolarmente perché, in previsione, sottende a possibili pesanti esternalizzazioni dei servizi atte al contenimento dei costi che un’azienda di soli servizi non riuscirebbe a reggere. Meno posti di lavoro”.

I sindacati si domandiamo anche se, per caso, dietro alle dimissioni del presidente ci sia forse un contrasto sulla scelta definita e magari non condivisa. Inoltre non c’è alcuna traccia di progetto del biodigestore previsto dal piano dei rifiuti.

I sindacati aggiungono “grande preoccupazione per il percorso intrapreso da Città metropolitana nell’affidamento del nuovo contratto di servizio che risulta essere incagliato nelle pieghe di normative molto complesse e appeso all’esito di ricorsi che lasciano concretamente aperta la possibiltà si arrivi alla scadenza naturale del contratto di servizio in essere prevista per il 31/12/2020, senza avere soluzioni praticabili e magari, come la legge prevede dover mettere a gara il servizio”.

La gestione aziendale dell’ultimo biennio è stata confusa e non all’altezza delle difficoltà da affrontare, si legge nella nota: “A partire dalla situazione economica mantenuta in equilibrio solo da stanziamenti specifici e dalle risorse, 17 milioni di euro, recuperate dall’esproprio delle aree sotto il Morandi, utilizzate per la gestione ordinaria (per esempio gli stipendi). Senza contare che la semestrale prevede per la chiusura del bilancio dell’anno in corso margini molti ridotti”.

Sul futuro c’è parecchia preoccupazione: “La dirigenza aziendale ci racconta di mirabolanti progetti futuri, ad oggi, non supportati dagli opportuni e necessari investimenti economici, quindi difficilmente realizzabili, pensando di trovare le soluzioni in estemporanee e continue esternalizzazioni o anche attraverso costosissimi noleggi di mezzi e strutture perdendo di vista la situazione di grande difficoltà per quanto riguarda personale, mezzi e logistica che quotidianamente i lavoratori e la città subiscono. Altro progetto che ci procura grandi perplessità è quello sul nuovo modello di raccolta che dovrebbe partire nel 2020, col fine di aumentare la percentuale di raccolta differenziata il quale porta con sè costi esagerati quantificabili in 50 milioni di euro su scala cittadina, non vorremmo avesse lo stesso esito del progetto precedente “c’è un nuovo colore in città”(slogan davvero poco azzeccato almeno per il colore) per cui sono stati spesi centinaia di migliaia di euro ottenendo, dopo anni di lenta crescita, una diminuzione della differenziata”.

Nonostante tutto, forse per gli ottimi risultati ottenuti e sotto gli occhi di tutti, i sindacati evidenziano che il management aziendale si è distribuito nel mese di luglio “un premio quantificabile nel 10% circa delle loro rispettive retribuzioni, contrariamente a quanto destinato ai lavoratori, che pur non avendo alcuna responsabilità e quotidianamente subendo una situazione di assoluto disagio offrono sempre con massima disponibilità e professionalità la loro prestazione, vedendosi erogato un premio che non supera l’1% del costo del personale complessivo”.