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Nebbie, onde anomale, passaggi di navi: il sistema Gias per ridurre le collisioni in mare (e difendere i cetacei)

Arpal capofila del progetto tecnologico che diventa operativo nel Santuario Pelagos

Genova. Ridurre al minimo il rischio di collisione fra navi, ma anche quello tra le imbarcazioni e i molti cetacei che popolano Pelagos, il santuario internazionale dei mammiferi marini, nello specchio acqueo tra Liguria, Corsica e Francia. È questo l’obiettivo del progetto europeo “Gias – Gis e Intelligenza Artificiale per la previsione, il rilevamento e la sorveglianza in tempo reale del mare al servizio della Sicurezza della navigazione transfrontaliera”.

Un progetto che vede Arpal come capofila di un gruppo di partner che comprende Fondazione Cima (Centro internazionale in monitoraggio ambientale), Consorzio Lamma (Laboratorio di monitoraggio e modellistica ambientale per lo sviluppo sostenibile) e Université de Toulon. “Vogliamo sviluppare metodi predittivi di fenomeni complessi – spiega Fabrizia Colonna, direttore Arpal – come onde anomale, banchi di nebbia, che sono complicati ma possono creare grossi danni e incidenti alle imbarcazioni. E questo lo possiamo fare grazie all’intelligenza artificiale che, attraverso i big data, ci può aiutare a capire anche se sul percorso delle navi che transitano tra Liguria e Francia, nel santuario dei cetacei, la presenza di questi grandi animali. I computer, quindi, possono analizzare variabili che vanno dal meteo, al moto ondoso ai transito delle navi, per capire quali sono i momenti di passaggio dei cetacei, oltre alla presenza di carcasse e oggetti ingombranti che possono creare problemi alla navigazione. L’obiettivo è quello del rischio zero ma abbiamo messo a punto anche mappe che permetteranno, in caso di incidente, di segnalare in tempo reale gli eventuali movimenti degli idrocarburi per la messa in sicurezza. A questo si unisce anche il lavoro per capire le traiettorie nei casi di perdita di carico”.

Le mappe dinamiche prodotte in Gias andranno ad alimentare la piattaforma realizzata nell’ambito di SICOMARplus (uno degli altri 24 progetti europei che stanno vedendo la partecipazione di Arpal) e saranno rese disponibili alla Capitaneria di Porto.