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Lorenzo Sonego, dal Torino ai campi da tennis

Conosciamo meglio il vincitore dell'Aon Open Challenger

Genova. Lorenzo Sonego “cuore Toro” sulla terra rossa di Valletta Cambiaso. Il ventiquattrenne torinese che a luglio scorso ha centrato il suo best ranking Atp, numero 46 del ranking mondiale, è ormai un big del tennis mondiale, ma mantiene il dna del calciatore. Conosciamolo meglio nell’intervista realizzata da Lorenzo Casareto per Federtennis Liguria.

“La mia storia è particolare, perché sono riuscito a diventare un tennista professionista senza praticamente avere alle spalle una carriera giovanile. Ho preso la racchetta in mano per la prima volta a 11 anni, perché il mio sport preferito era il calcio, giocavo esterno sulla fascia, e fino a 13 anni ho giocato sia a calcio che a tennis. Mi allenavo tre volte alla settimana con i ragazzi del Torino e due volte sul campo da tennis. Poi ho preferito la racchetta, soprattutto per l’ambiente. Nel mondo del tennis ho trovato l’agonismo ma anche la maggiore serenità rispetto al pallone”.

Quando hai iniziato a giocare a tennis avresti mai immaginato di diventare un professionista?

“Sinceramente io ho sempre giocato perché mi divertivo, non mi sono mai posto traguardi. Forse non avere subito pressioni fin da piccolo mi ha aiutato a giocare più tranquillo. Ho realizzato che potevo fare bene solo quando ho iniziato a centrare buoni piazzamenti nei tornei Itf e poi nei Challenger”.

Il 2019 fino a questo momento è stato l’anno delle prime volte per Lorenzo. Il primo torneo vinto nel circuito Atp, in giugno il 250 di Antalya, la prima vittoria in un tabellone di un Master 1000, il primo turno superato a Miami, la prima volta nei top 50 della classifica mondiale. Bilancio più che positivo quindi.

“Dopo la vittoria nell’Aon Open Challenger ho capito che i top 100 erano a portata di mano, il 2019 poi fino a questo momento è stato un anno davvero importante per me, la svolta è arrivata a Montecarlo, quando sono riuscito a raggiungere i quarti di finale dopo aver battuto Khachanov, mettendo in fila un buon numero di vittorie di livello. In quel momento ho capito che i primi 50 del mondo erano vicini ed è arrivato il mio best ranking”.

Fra le soddisfazioni del 2019 c’è anche quella di aver giocato al Roland Garros contro un certo Roger Federer. Che emozioni conservi di quel match?

“Quando sono entrato in campo a Parigi contro Federer l’ho fatto per giocare la mia partita, senza pensare che davanti avevo una leggenda del tennis, poi inevitabilmente durante l’incontro ti accorgi che un match contro Federer non è un match comune. A parte la qualità del gioco, Roger ha un carisma tale da metterti in difficoltà solo con quello, poi il pubblico si fa sentire in modo pazzesco”.

Lorenzo, sei un giocatore in grande ascesa, una delle realtà del tennis italiano. Dove pensi di poter migliorare per compiere un ulteriore salto di qualità?

“Il mio obiettivo per il 2020 è quello di rimanere nei top 50 Atp, perché avrei così la possibilità di accedere direttamente ai tabelloni principali dei Master 1000, un elemento determinante durante la stagione. Il mio servizio è un punto di forza, ma paradossalmente so di poter migliorare e di doverci lavorare ancora, per aumentare la velocità del colpo e le percentuali. Devo migliorare sicuramente anche la risposta e il rovescio, soprattutto sul lungolinea”.

Da Genova a Genova il fine stagione 2018 e gran parte del 2019 sono volati via in un attimo regalando grandi soddisfazioni ad un giocatore fra i più promettenti del panorama internazionale. Lorenzo Sonego, oltre che indubbie qualità tecniche, ha valori morali e agonistici davvero da Toro. Un cuore granata sulla terra rossa dei campi di tutto il mondo.