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Il riciclo dell’acciaio, un modello virtuoso di economia circolare

Biciclette, fontane urbane o panchine possono essere ottenute con il riciclo dell'acciaio

Genova. Cosa si può ottenere con il riciclo di 80 bombolette, 2.000 barattoli o 8 fusti tutti in acciaio? Rispettivamente il telaio di una bicicletta, una fontanella urbana e una panchina. Barattoli, bombolette e fusti assieme a tappi corona, coperchi per vasetti, scatole regalo, secchielli, scatolette e latte per olio fanno parte della famiglia degli imballaggi d’acciaio. Un materiale quest’ultimo permanente, riciclabile al 100% ed all’infinito.

Raccolti da Amiu a Genova, assieme alla plastica e all’alluminio nel cassonetto giallo, gli imballaggi in acciaio sono  facilmente separabili in piattaforma di selezione (per Genova  nell’impianto di Sardorella) grazie alla caratteristica di essere magnetici: basta un nastro deferrizzatore (nastro calamitato) per separarli dal resto ed essere inviati in acciaieria per essere rifusi e tornare nuovo acciaio.

Da quando esiste Ricrea, il consorzio che assicura in Italia da oltre vent’anni il riciclo dei contenitori in acciaio, questi ultimi sono protagonisti di un modello virtuoso di Economia Circolare: Rinascono continuamente senza creare rifiuti e incidono indirettamente anche sui consumi di energia, con importanti benefici ambientali e socio-economici.

In un arco temporale che va dal 2015 al 2017 (dati tratti da “Gli imballaggi nell’Economia  Circolare” – Report Sostenibilità Conai 2018) i benefici economico/ambientali generati da Ricrea si possono sintetizzare in:

– 20 TWh di energia primaria risparmiata, pari al consumo di 12 centrali termoelettriche;

– Oltre 3 Mton di materia prima vergine risparmiata, pari al peso di oltre 8 mila Frecciarossa ETR1000;

– 4 Mton di emissioni di gas serra evitate, pari alle emissioni generate in un anno da oltre 1 milione di auto con percorrenza media annua di 20 mila km.