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Gronda, la ministro De Micheli promette tavolo per attuazione ma avverte sindacati e industriali: “Ci vuole tempo”

Giornata di incontri, compresi quelli con i familiari delle vittime e gli sfollati di ponte Morandi

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Genova. E’ stata la giornata del ministro Paola De Micheli quella dell’apertura del Salone Nautico. Ore impegnative per la nuova titolare del Mit con sullo sfondo il dialogo su molte infrastrutture ma una in particolare sotto la lente di ingrandimento: la gronda di ponente. In base ai diversi momenti in cui, oggi, se n’è parlato si può dire che 1) la gronda si farà, 2) non immediatamente e forse non integralmente come è stata progettata finora, 3) sarà aperto un tavolo di confronto per l’attuazione dei lavori.

Questo tavolo, tra Mit ed enti locali, aperto alla verifica e valutazione delle forze politiche e all’ascolto di tutti per raccogliere stimoli e suggerimenti utili a migliorare il progetto e le ulteriori opere collegate, è stato stabilito nel corso del lungo incontro a palazzo Tursi tra Regione Liguria, Comune di Genova e ministero delle Infrastrutture e Trasporti. La ministro non ha voluto rilasciare dichiarazioni al termine del colloquio, che si è concluso con baci e abbracci tutto sommato inattesi, ma qualche indicazione in più è arrivata più tardi nel corso della riunione nella sede del Pd.

“Sulla Gronda si va avanti ma ci vuole tempo per perfezionare l’iter” ha detto De Micheli ai sindacati e ai rappresentanti delle categorie economiche che hanno partecipato questo pomeriggio a un nuovo confronto. Una frase sibillina che ha in parte raggelato i presenti ma che, secondo quanto trapela, potrebbe rispondere all’esigenza all’interno della maggioranza di governo di trovare una mediazione tra la posizione del Pd e quella del M5S che continua a sostenere la tesi della cosiddetta mini-gronda. Questa mattina d’altronde il sottosegretario Roberto Traversi (M5S) aveva parlato di un progetto “da rivedere, perdendo al massimo qualche mese, in modo che possa per le future generazioni essere utile”. Nel corso dell’incontro il ministro De Micheli ha anche spiegato che l’ex deputato Mario Tullo “avrà un incarico al Mit e si occuperà di porti e di economia del mare”.

A palazzo Tursi il governatore Giovanni Toti era stato piuttosto chiaro sull’ipotesi di ridiscussione del progetto: “Bene che si apra un tavolo per l’attuazione del cantiere della gronda, ma parlare di attuazione comporta il fatto che il dibattito sulla revisione del progetto finisca qua, altrimenti avremo altri 4 o 5 anni di ritardi su un’opera per cui abbiamo speso 50 milioni in espropri. Ho chiesto inoltre al ministro che il processo di revisione delle concessioni autostradali non interferisca con la realizzazione dell’opera, la Regione non ha voce in capitolo su questo ma noi non vogliamo che Genova abbia oltre al danno del crollo del Morandi, la beffa aggiuntiva di vedersi ritardare un’infrastruttura strategica”.

Molti i temi affrontati durante l’incontro, dal ribaltamento a mare di Fincantieri, ai finanziamenti per gli assi di forza del trasporto pubblico genovese, passando per il raddoppio ferroviario del ponente e la linea Pontremolese, la nuova diga del porto di Genova e naturalmente il nuovo ponte per Genova. “Un incontro proficuo – ha affermato Bucci – abbiamo illustrato quelle che sono le priorità per Genova, a partire dal ponte che ancora non ha un nome ma tra due settimane lanceremo il concorso di idee aperto alla cittadinanza”.

De Micheli a palazzo Tursi ha incontrato anche alcuni familiari delle vittime di ponte Morandi e i rappresentanti dell’associazione degli sfollati. “Ci è piaciuto lo spirito e l’atteggiamento di ascolto della ministro – ha affermato al termine del colloquio Franco Ravera, portavoce degli sfollati – De Micheli ha voluto sapere se ci siano ancora zone grigie nella nostra disavventura che comunque è quasi giunta al termine”. Gli sfollati hanno presentato le istanze del territorio della Valpolcevera.

Generica

“E’ a questo che va rivolta attenzione – continua Franco Guerci, altro esponente degli sfollati – oltre che al futuro del sottoponte per il quale ci piacerebbe fare parte del processo di pianificazione”. Si è accennato anche al problema di alcuni contenziosi ancora in atto tra proprietari sfollati ed inquilini. “La ministro ci ha ascoltato ma non sa se potrà fare qualcosa – continua Ravera – abbiamo apprezzato comunque che non ci abbia fatto promesse che non può mantenere”. I familiari delle vittime, invece, hanno preferito non rendere pubblico il contenuto dell’incontro.