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Falsi report sui viadotti, Aspi sospende i due dipendenti e convoca cda. Di Maio: “Avanti con revoca, bene se con Pd”

La Procura di Genova trasmette atti per frasi riguardanti tragedia di pullman Avellino

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Genova. Non c’è dubbio che l’ultima inchiesta genovese che ha portato ieri a 9 misure cautelari tra detentive e interdittive per la falsificazione dei report su due viadotti autostradali subito dopo il crollo del ponte Morandi sta non solo provocando sdegno nel Paese ma ha suscitato la reazione dei vertici degli azionisti di Atlantia. I Benetton in una nota hanno fatto sapere che prenderanno provvedimenti ed Aspi fa sapere ora che già da ieri i due dipendenti finiti ai domiciliari sono stati immediatamente sospesi.

C’è da precisare che non è certo quest’ultima una decisione particolarmente rivoluzionaria o coraggiosa visto che essendo ai domiciliari con divieto di comunicare con qualunque mezzo con chicchesia ad eccezione dei conviventi i dipendenti in questione sono impossibilitati a lavorare.
Per gli altri sei, quasi tutti dipendenti di Spea, ci ha pensato il gip Nutini a impedire la continuazione dell’attività professionale con l’ordinanza che ne disposne l’interdizione per un anno.

Un consiglio di amministrazione di Autostrade per l’Italia è stato convocato in via straordinaria per lunedì. Lo si legge in una nota della società, in cui si annuncia la sospensione con effetto immediato dei due dipendenti interessati da provvedimenti cautelari nell’inchiesta sui viadotti Pecetti e Paolillo. Il cda, precisa la nota, “valuterà ulteriori iniziative a tutela della società”

Intanto sul fronte politico torna caldo il tema della revoca della concessione: “Su Autostrade andiamo avanti con la volontà di revocare le concessioni ai Benetton – fa sapere il ministro Luigi Di Maio a margine di un’iniziativa su Rousseau- ad un’azienda che non ha mantenuto il ponte Morandi e addirittura ha nascosto le carenze manutentive: mi fa piacere che pure per il Pd questa parola non sia più un tabù”.

Intanto la procura di Genova ha trasmesso gli atti ai colleghi di Avellino che hanno indagato sulla strage del bus precipitato nel 2013 dal viadotto “Acqualonga” dell’A16 Napoli-Canosa, causando la morte di 40 persone. In particolare, i magistrati genovesi hanno inviato le intercettazioni relative a Paolo Berti, all’epoca del crollo del ponte Morandi direttore Operazioni centrali di Autostrade.

In quella conversazione telefonica, secondo quanto emerso nell’inchiesta sui falsi report sui viadotti autostradali, Berti parla con Michele Donferri Mitelli, ex responsabile nazionale manutenzione di Aspi. Il primo manifesta disappunto per essere stato condannato (5 anni e 10 mesi) per quell’incidente lamentandosi che avrebbe potuto dire la verità e mettere nei guai anche altri. L’altra risponde che non ci avrebbe guadagnato nulla mentre, alla luce del suo comportamento, può “stringere un accordo col capo”. “Tu hai ragione ma non è che se metti in galera anche un altro a te cambiava qualcosa. Quindi a questo punto fregatene! Aspettali al varco e pensa solo a stringere un accordo col capo”.