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Dall’autoparco al “ponte del Papa”, ecco le 10 opere che cambieranno la viabilità del porto di Genova

Tutto grazie a 125 milioni messi a disposizione dal governo dopo il crollo del ponte Morandi

Genova. Saranno 10 le opere infrastrutturali che miglioreranno l’assetto del porto di Genova. Tutto sarà possibile grazie ai 125 milioni messi a disposizione della città dal governo dopo il crollo di ponte Morandi.

Interventi che riguardano le merci, con la messa punto del nuovo varco di ponente, che avrà anche un autoparco per mezzi pesanti con una capacità di 160 stalli, ma anche con il completamento della sopraelevata portuale e della via della Superba e la costruzione del nuovo “ponte del Papa”, una struttura metallica che andrà a sostituire il ponte provvisorio sul Polcevera e con la sopraelevazione del varco di Ponte Etiopia.

Sono questi i principali interventi (10 in totale) relativo alla nuova viabilità portuale che rientrano nel Programma straordinario degli investimenti post crollo Morandi che sarà realizzato nei prossimi tre anni. “Stiamo lavorando per dare un volto nuovo alla città – ha spiegato il commissario, Marco Rettighieri – che ha la necessità di fluidificare i flussi di traffico, compresi quelli di uscita e ingresso da porto e aeroporto”.

Interventi che, secondo una simulazione attuata in fase di progetto, permetteranno di diminuire in modo consistente l’influenza del traffico merci sulla città. Per il porto passeggeri è stata progettata una nuova viabilità che possa suddividere il traffico passeggeri da quello merci mentre per le merci la grande novità è proprio il nuovo varco di accesso a ponente, nella zona di Cornigliano.

L’obiettivo, quindi, è risolvere “le criticità dell’assetto infrastrutturale portuale aggravate dalla ridistribuzione del traffico pesante e leggero dovuta al crollo del ponte Morandi” attraverso interventi che riguardano sia la viabilità interna al porto che quella connessa alla città.

“Abbiamo affrontato il problema partendo da una logica di programma e non di singoli progetti – ha spiegato Marco Vaccari, responsabile unico del procedimento – e questo ci permette di avere una visione globale sui benefici in termini di traffico”. Interventi che dovranno essere realizzati per gradi, per non influire sul l’operatività portuale e che saranno conclusi entro i primi mesi del 2022. “Non abbiamo piani B – ricorda Rettighieri – i tempi sono 36 mesi da iniziò anno e su quelli ci stiamo muovendo, ma ora siamo nei tempi previsti”.