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Carige, il gruppo Malacalza non è all’assemblea: più vicino il sì al piano di rafforzamento

Intanto il titolo è sospeso in borsa

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Genova. E’ iniziata a Genova l’assemblea degli azionisti Carige chiamata ad approvare l’aumento di capitale da 700 milioni di euro che insieme all’emissione di 200 milioni di bond subordinati Tier2 costituisce il piano di rafforzamento.

Sono presenti, di persona o per delega, 20.289 azionisti con il 47,6% del capitale. Al momento
non risulta registrata la quota della Malacalza Investimenti, il primo azionista con il 27,55% della banca e in grado di bloccare la delibera in caso di astensione o voto contrario.

Questo significa che se il 31% circa dei presenti all’assemblea (i due terzi) dirà sì all’aumento tanto basterà perché diventi realtà. Qualche dubbio resta comunque perché la ricapitalizzazione equivale a una forte diluizione del valore delle quote degli azionisti.

L’operazione di salvataggio si basa sul decisivo contributo del Fondo interbancario e sulla presenza della Cassa Centrale come partner industriali. A quel punto saranno loro a prendere in mano le redini dell’azionariato, da un punto di vista numerico.

Per i soci attuali di Carige, l’aumento comporta dunque un’iper-diluizione dell’investimento, alla luce di un aumento di capitale che vale 12-13 volte il valore della banca pre-aumento, 55 milioni. Ai piccoli soci è stata promessa, qualunque sia il loro voto, l’assegnazione di 10 milioni di euro in azioni gratuite per prendere all’assemblea.

Prima dell’avvio dei lavori era arrivato Vittorio Malacalza, titolare direttamente di una quota che mesi fa risultava dello 0,3%. L’imprenditore ha però chiarito appunto di essere in assemblea “come piccolo azionista”, senza svelare le intenzioni della finanziaria di famiglia. “Aspettate. Sapete che siamo gente misteriosa”, ha anche scherzato con chi chiedeva che cosa farà in giornata la Malacalza Investimenti. “Forse stanno arrivando” ha poi glissato sull’assenza dei figli Davide e Mattia.

Generica

Oggi “stiamo parlando del futuro” di Carige, ha detto il commissario straordinario dell’istituto Pietro Modiano, gia’ presidente, in avvio dei lavori dell’assemblea della banca. Ricordando del piano che arriva in assemblea che “non c’era la fila fuori e dalle nostre stanze per investire in Carige”. Il piano, ha sottolineato, “consegna una prospettiva imprenditoriale seria”
all’istituto e “se e quando Ccb esercitera’ l’opzione, Carige entrera’ in un gruppo che rappresenta probabilmente la soluzione migliore per i clienti e per la banca”.