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Carige, esposto in Consob di 100 piccoli soci: “Poca trasparenza su assemblea e aumento capitale”

Dubbi anche su diritto di prelazione e prezzo di emissione delle azioni

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Genova. Quando mancano pochi giorni all’assemblea chiamata a decidere del destino di Banca Carige, e quando sembrava che almeno l’incognita quorum fosse eliminata, un nuovo colpo di scena irrompe sulla scena. Franco Corti, in rappresentanza di 100 piccoli azionisti della banca contrari al riassetto basato sull’impegno di Fitd-Ccb, ha presentato un esposto in Consob, l’authority nazionale che regola la borsa, sull’assemblea di venerdì.

Corti rappresentando il gruppo chiamato “la voce degli azionisti” segnala tra l’altro la mancanza di “trasparenza circa finalità ed effetti dell’aumento proposto nonché sulle conseguenze sull’azionariato”. L’aumento di capitale vale 700 milioni di euro e costituisce parte del piano di rafforzamento insieme all’emissione di 200 milioni di bond subordinati Tier2.

Rispetto all’esclusione del diritto di opzione, inoltre, l’esposto dei piccoli soci Carige afferma che “nessun concreto interesse cogente viene evidenziato dalla relazione dei commissari, e le ragioni di tale esclusione vengono, apoditticamente, individuate nell’assenza di soluzioni diverse”.

Rispetto poi al prezzo della ricapitalizzazione, “ai sensi di legge la relazione deve contenere i criteri adottati per la determinazione del prezzo di emissione”, afferma, sostenendo che “i commissari hanno determinato tale prezzo esclusivamente in base ad un ipotetico valore di mercato determinato, per relationem, sulla scorta di un parere esterno non reso pubblico”.