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Ampliamento Fincantieri: i sindacati chiedono incontro a Toti e Bucci

Secondo i sindacati diventa necessaria da subito la cantieribilità del progetto a partire da settembre

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Genova. Fim Fiom Uilm avanzano l’idea, essendo già in opera il decreto Genova, di utilizzare nuove risorse a partire dalla nuova legge Finanziaria, per accelerare sul progetto definitivo di ampliamento di Fincantieri a Genova.

“In questo modo – si legge nella nota congiunta – ci sarebbero tutte le condizioni perché l’opera possa essere realizzata nei tempi previsti. Per l’insieme di queste ragioni ed essendo anche preoccupati di possibili ritardi a fronte del cambio di governo, siamo a richiedervi un incontro urgente al fine di definire un percorso utile con l’intento di dare soluzione a questo problema”.

Il progetto definitivo, presentato ai sindacati l’8 luglio scorso, ha trovato il consenso delle parti in causa a partire dalle Istituzioni, Eni, Fs e dall’Ente portuale. L’incontro, che ha avuto una valenza tecnica, ha sciolto, secondo i sindacati, i nodi infrastrutturali che pesano sul cantiere.

Il bacino attuale, la banchina, la logistica e le officine sono limitati a dare il supporto alla costruzione di navi da 110.000 tonnellate di stazza lorda. Da qui l’esigenza, a fronte di commesse in essere e di commesse future, di garantire la costruzione di navi da 170.000 tonnellate. Il progetto reso noto alle organizzazioni sindacali prevede 5 fasi; le prime 4 dovranno essere completate entro il 2024.

La banchina di 400 metri è in grado di tenere navi equivalenti a quelle di Monfalcone e Marghera. Per questa ragione i sindacati hanno sottolineato che un’operazione di questa natura “non solo mette in sicurezza il cantiere ma aumenta i volumi e gli organici che secondo una stima passeranno dagli attuali 4000, tra diretti e indiretti, a circa 7000”.

Per questo, secondo i sindacati, diventa necessaria da subito la cantieribilità del progetto a partire da settembre, “raccordando il vecchio accordo di programma con il nuovo, iniziando dalla messa in sicurezza del Rio Molinassi. Allo stesso tempo, i detriti del Ponte Morandi (sui quali ci sono dei problemi), quelli del Terzo Valico più il materiale del Rio, possono essere utilizzati rapidamente per il riempimento delle opere infrastrutturali. Sono necessarie a nostro avviso, nel più breve tempo possibile, la celerità e l’attuazione del cronoprogramma. In quanto all’esborso finanziario un ingente sforzo lo sosterrebbe Fincantieri, più una piccola parte l’Ente portuale e le FS. Ovviamente non sono sufficienti se non c’è un intervento diretto da parte del governo”.