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I dati

Violenza domestica, a Genova 14 “ammonimenti” del Questore in sette mesi

Si attiva senza bisogno del consenso della vittima. Solo a luglio 7 uomini (di ogni età e nazionalità) sono stati ammoniti

violenza donne

Genova. Nel periodo tra gennaio e luglio 2019, sulla base dell’attività istruttoria svolta dalla divisione dnticrimine – sezione Reati Persecutori, il Questore di Genova ha emesso 14 provvedimenti di ammonimento (di cui 7 solo nel mese di luglio), nell’intento di contrastare tempestivamente condotte di violenza domestica, prima che intervenga denuncia da parte della vittima. I provvedimenti sono raddoppiati rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

La misura di prevenzione dell’ammonimento è stata introdotta dalla “legge contro il femminicidio” (Legge 119/2013) che si affianca all’ammonimento per atti persecutori.

Un aspetto significativo di questo ammonimento – che lo distingue da quello per atti persecutori di cui all’articolo 8 del D.L. 11/2009, – è che non è necessaria una richiesta della vittima per attivare il procedimento: il questore, infatti, a seguito di una segnalazione pervenuta in forma non anonima, procede di iniziativa all’attivazione del procedimento amministrativo, prestando particolare attenzione ai possibili “sintomi” di un più ampio quadro di violenze domestiche: è essenziale che il suo intervento dissuasivo anticipi la tutela delle vittime.

Questa anticipazione di tutela avviene, sia mettendo a fuoco gli episodi di aggressione fisica e verbale, i cosiddetti “reati sentinella”, sia attraverso l’analisi quotidiana dei resoconti delle Forze di Polizia svolta dalla Divisione Anticrimine che, nel caso dei reati di genere, si concretizza nella ricerca attraverso le banche dati interforze di pregressi episodi specifici di violenza e nella valutazione dell’evoluzione del fenomeno.

Se il “sintomo sentinella” richiesto è un fatto attuale che possa essere riconducibile ai reati di percosse e/o lesioni lievissime, nella forma consumata o tentata, è però necessaria anche un’attenta e costante valutazione di reati o di altri eventi che possono rappresentare il sintomo di situazioni a rischio.

Da un’analisi degli ammonimenti adottati nell’ultimo anno dal Questore di Genova, si evidenzia come l’insidioso e subdolo fenomeno della violenza domestica colpisca indistintamente donne di tutte le età, nazionalità e cultura, come si rileva negli esempi sotto riportati, tutti avvenuti nell’ultimo periodo:

-Cittadino italiano di anni 47, tossicodipendente, durante l’ennesima lite con l’anziana madre convivente 78 anni, scaturita dal rifiuto di assecondare la richiesta di denaro del figlio, dapprima la afferra per il collo e successivamente le aizza contro il proprio cane di razza pitbull che le ferisce entrambe le braccia. Recatasi in ospedale per le cure del caso viene dimessa con giorni 15 di prognosi.

Cittadino italiano di anni 67, a seguito di un diverbio per futili motivi colpisce la moglie 78enne con calci e pugni alla testa, proseguendo la brutale aggressione anche quando la vittima si trova riversa sul pavimento in collegamento telefonico con il numero di emergenza 112 cui si era rivolta per chiedere aiuto.

Cittadino ucraino di anni 52, in stato di ebrezza alcolica, colpisce la moglie di anni 46, anch’ella di nazionalità ucraina, con svariati schiaffi al volto e alla testa. La violenza, che viene perpetrata alla presenza del figlio di 9 anni, viene interrotta solo dalla fuga della vittima, che si rifugia con il bambino dai vicini di casa che le prestano i primi soccorsi.

Cittadino italiano 31enne, durante una lite per futili motivi, afferra la compagna 30enne, di nazionalità rumena, al collo ed in seguito le copre il volto tentando di soffocarla. La donna ha raccontato poi agli operatori intervenuti di essere stata vittima nel corso degli anni di innumerevoli aggressioni da parte del convivente, sempre alla presenza della figlia di tre anni, consistenti in violente spinte e pugni al volto, fatti per i quali non si era mai rivolta ad alcuna struttura sanitaria ne’ alle forze dell’ordine.

Uscire da situazioni di violenza è molto complesso per la vittima, anche perché gran parte delle sue energie sono impiegate nel tentativo di far fronte all’emergenza quotidiana. E’ importantissimo, quindi, che chi ha notizia o percezione di maltrattamenti nell’ambito delle proprie conoscenze o all’interno del proprio condominio non rimanga uno spettatore passivo ma informi le Forze dell’Ordine.

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