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“Kellify, la startup che riporta a casa i talenti. Ogni mese 4 ragazzi in più nello staff”

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Genova. In Kellify è possibile testare algoritmi che prevedono la liquidità di un’opera d’arte, strutturare e pulire i dati necessari all’intelligenza artificiale per anticipare i trend delle materie prime o disegnare un’app per trasformare un’auto d’epoca in una opportunità di investimento a breve termine. Un luna park per fisici, matematici, economisti ed esperti di prodotto e soluzioni digitali.

Così Kellify è stata pensata e costruita nel 2017 a Genova dai founder Francesco Magagnini, Fabrizio Malfanti e Gabriele Torre, con ampi e luminosi spazi, aree comuni dove condividere un libro o un momento di relax, stanze per concentrarsi o per meeting operativi.

Intanto, il team della startup conta talenti da tutto il mondo -Francesca da Torino, Coralie da Nantes, Mattia da Edimburgo e Alfredo da Milano- con competenze nel campo dell’intelligenza artificiale, della matematica applicata, del product design e un’età media di 34 anni.

“Immaginare un futuro di crescita è soprattutto avere la responsabilità di rendere questa visione reale, responsabilità che ogni membro del team sente propria in ciascun progetto o task portato avanti -spiega Giulia Giglio, Talent Specialist di Kellify-. Il nostro compito è quello di intercettare ciò che ciascun talento ambisce a diventare, creando valore condiviso per le persone e per l’azienda”.

Alla circolazione dei talenti delle più svariate provenienze si affianca il progetto di riportare in Italia i migliori talenti troppo spesso fuoriusciti alla ricerca di migliori condizioni di lavoro. L’obiettivo dichiarato è quello di permettere di sviluppare una carriera internazionale di successo anche in Italia partendo dal modello dell'”exponential organization”, costruita sulla progressione esponenziale del cambiamento, della leva tecnologica. Lavorare, insomma, su qualcosa in grado di cambiare il mondo.

“Polverizzare i tempi di crescita grazie alla tecnologia e ponendo al centro l’utente è parte della cultura aziendale con cui stiamo contaminando i nuovi membri del nostro team, che dai 21 attuali stanno crescendo di 3-4 al mese -racconta Francesco Magagnini, co-founder e CEO di Kellify-. Stiamo cercando capitani coraggiosi dall’apertura mentale assoluta, privi di pregiudizi e desiderosi di misurare il proprio talento nell’arena del Fintech”.

Kellify ha un forte focus sul mercato europeo, americano e cinese: insomma, come tante aziende italiane Kellify esporta, sì, ma intelligenza artificiale. Nel 2018 ha chiuso un round di investimento da 1.74 milioni di dollari con un gruppo di investitori e manager italiani ed ha attualmente in corso un Series A round da 5 milioni, già in parte sottoscritto da business angel internazionali.

Kellify è una startup nata nel 2017 che trasforma investitori, banche e assicurazioni in FinTech grazie all’intelligenza artificiale, permettendo di scoprire la reale liquidità futura di un’opera d’arte o di un vino pregiato, o di anticipare i mercati dell’equity e delle materie prime. Kellify è composta da un team eterogeneo di fisici, matematici e product architect, 21 persone che crescono a un ritmo di 3-4 al mese nella sede di Genova e negli uffici di New York e Malmö.