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Stop alla gronda, Terrile (Pd): “Inserire grande opera in accordo di governo con M5S”

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Genova. L’accordo tra M5S e Pd ancora non è realtà e già si verifica quello che, come lo è stato con la Lega, potrebbe essere un elemento dirompente: la diversità di vedute sulle grandi opere. All’indomani della bocciatura in extremis della gronda di Genova da parte del ministero di Toninelli, Alessandro Terrile, consigliere comunale del Pd e in direzione nazionale del partito, lancia un appello al suo segretario Zingaretti dalla bacheca di Facebook.

“Gli accordi politici si fanno nella chiarezza. Oppure non si fanno. Sono convinto che l’avvio dei lavori di realizzazione della Gronda autostradale di Ponente sia materia non negoziabile”, scrive Terrile chiedendo che nei 5 punti stilati ieri da Zingaretti ci sia anche questo.

“L’opera è stata da tempo progettata, ha ottenuto tutte le autorizzazioni necessarie, compresa la valutazione di impatto ambientale ed è interamente finanziata dal concessionario, o meglio dai pedaggi pagati dagli utenti. I lavori potevano già partire a gennaio scorso, e diversi cittadini e imprese sono già stati espropriati – ricorda Terrile – modificare oggi il progetto significa ripartire da capo con il percorso autorizzativo, e quindi non fare nulla per almeno tre o quattro anni. Aggiungiamo che la stessa analisi costi benefici del Mit riconosce che fermare l’opera costerebbe ai contribuenti circa un miliardo di euro”.