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Sicurezza, ancora arresti per le bande ‘delle chiavi bulgare’. Quasi 100 mila euro di bottini in due anni

Tra indagini e pedinamenti i criminali sono stati smascherati

Genova. Nei giorni scorsi i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Genova hanno condotto due distinte operazioni di contrasto alle bande specializzate nei furti in appartamento con l’impiego della così detta “chiave bulgara”.

La prima attività è iniziata nel marzo del 2018, a seguito di alcuni furti commessi con il medesimo modus operandi nel quartiere di Albaro. Numerosi servizi di appostamento ed osservazione hanno permesso di individuare un’autovettura con a bordo soggetti di nazionalità georgiana che imperversava in città alla ricerca di abitazioni con porte blindate aventi una particolare tipologia di serratura detta “a farfalla”. Da questo elemento è scaturito il nome convenzionale dato all’indagine: “Butterfly”.

In breve tempo, associando l’attività tecnica ai metodi investigativi più tradizionali, il 27 marzo 2018 è stato possibile arrestare in flagranza di reato tre soggetti, tutti con precedenti per reati specifici. I successivi approfondimenti investigativi condotti sulla copiosa refurtiva rinvenuta in occasione dell’arresto e sugli ulteriori elementi d’indagine acquisiti hanno permesso di identificare un quarto soggetto componente la batteria e di raccogliere elementi provanti la responsabilità del gruppo su cinque episodi di furto aggravato in abitazione, nonché svariati tentativi, perpetrati utilizzando chiavi bulgare per accedere alle abitazioni alla ricerca di casseforti da smurare. Il valore complessivo della refurtiva asportata negli episodi criminosi addebitati al gruppo ammonta ad oltre 70mila euro, in prevalenza costituito da denaro contante, monili in oro ed orologi di pregio.

Concordando con le risultanze investigative acquisite dai Carabinieri e le richieste formulate dalla Procura della Repubblica, il G.I.P. del Tribunale di Genova ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico dei quattro georgiani. Allo stato due dei quattro soggetti sono stati arrestati, mentre i restanti sono attivamente ricercati su tutto il territorio nazionale ed estero.

Anche la seconda attività investigativa è stata sviluppata nella decorsa primavera a seguito di un controllo su strada effettuato da una pattuglia della Compagnia Carabinieri di Genova San Martino. In quella circostanza, due soggetti a bordo di autovettura non ottemperarono all’alt imposto dai militari dandosi a repentina fuga. L’inseguimento che ne scaturì portò al solo ritrovamento del veicolo, al cui interno i malviventi avevano lasciato un passaporto falso, dei telefoni cellulari ed una cassaforte poi risultata oggetto di furto.

I rilievi tecnici effettuati dalla Sezione Investigazioni Scientifiche del Nucleo Investigativo di Genova sui materiali rinvenuti hanno consentito di esaltare delle impronte digitali che insieme ad altri elementi investigativi raccolti hanno portato alla compiuta identificazione di due soggetti, un israeliano ed un bielorusso – entrambi con numerosi precedenti per reati specifici e conosciuti con molti alias – dediti a commettere furti in abitazione utilizzando la chiave bulgara per accedervi.

L’attività investigativa ha acclarato la responsabilità dei due soggetti su due furti in abitazione commessi a San Fruttuoso più un terzo episodio tentato, per una refurtiva di 4mila euro in contanti, monili in oro ed orologi di pregio. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Genova ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico dei due indagati, uno dei quali è stato rintracciato e tratto in arresto a Napoli; il secondo soggetto è ancora ricercato sul territorio nazionale ed estero.

L’attività investigativa ha inoltre dimostrato alcuni punti di contatto fra i componenti i due gruppi, nonostante operassero in modo autonomo ed in aree diverse del territorio urbano.