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Sampdoria, “the day after”: tra necessità di mercato e questioni tattiche da risolvere presto

L'analisi dopo l'esordio negativo contro la Lazio

Genova. Mancano ancora 7 giorni. Una settimana. C’è tempo, volendo, per rimediare ed effettuare quegli acquisti che servono per evitare alla Sampdoria di prendere imbarcate come quella di ieri sera contro la Lazio.

Ad allarmare la facilità con cui la Lazio abbia affondato soprattutto in ripartenza, ma anche le difficoltà dei blucerchiati nel costruire trame offensive efficaci.

È chiaro che, cambiando l’allenatore e modulo di gioco, non ci si poteva attendere una prestazione pulita e convincente, soprattutto contro una squadra organizzata e solida come la Lazio, ma il gap tecnico e fisico è stato tale da preoccupare parecchi tifosi.

I più attenti ricorderanno che Giampaolo era stato a un passo dall’esonero a inizio esperienza con la Sampdoria, proprio per la mancanza di risultati. Solo il derby vinto grazie a Muriel e a un’autorete di Izzo lo salvò e sappiamo tutti com’è andata successivamente.

Il 4-3-3 “Difranceschiano” prevede, in fase di non possesso, che il centrocampista centrale (in questo caso Ekdal) si abbassi tra difesa e centrocampo, mentre gli esterni di attacco scendono sulla linea dei centrocampisti. Proprio gli esterni non hanno convinto in particolare: Gabbiadini e Caprari probabilmente non hanno (o devono ancora acquisire) le caratteristiche per svolgere il compito assegnato loro. Così larghi sono pesci fuor d’acqua, inefficaci in fase offensiva, di scarso aiuto in quella difensiva. Gabbiadini, almeno, è stato colui che ha tirato di più nello specchio della porta: 3 volte. Invece, guardando la Roma targata Di Francesco, si poteva notare quanto le azioni partissero proprio dalle linee esterne. In fase difensiva è mancato un pressing alto efficace, anche questo caratteristica delle squadre allenate dall’ex giallorosso. Senza troppa opposizione alta, i lanci della Lazio che hanno messo in difficoltà la retroguardia doriana sono stati parecchi.

Andando a vedere le statistiche fornite da Opta e diffuse dal sito ufficiale dei blucerchiati, le differenze tra le due squadre sono state soprattutto sulla pericolosità offensiva: 22 le giocate utili in area avversaria della Lazio, 13 i tiri da dentro l’area, mentre i blucerchiati si sono fermati rispettivamente a 10 e 5.

Vieira ha mostrato impegno, sua l’occasione più ghiotta, con il grande salvataggio di Strakosha, ma poca qualità: 10 i passaggi negativi. Le statistiche, in ogni caso, lasciano il tempo che trovano. A giudicare dai numeri, Bereszynski è stato uno dei migliori, ma il suo errore in occasione del secondo gol della Lazio, è imperdonabile.

Ancora 7 giorni per intervenire su ciò che manca, andando incontro alle richieste dell’allenatore, che ieri, con molta diplomazia, ha fatto intendere di aver bisogno di giocatori fatti e finiti e non elementi da far crescere. Il timore di tanti è che, con una società forse “distratta” dalle questioni legate alle trattative per il passaggio di proprietà, non ci sia la giusta concentrazione per concludere al meglio questo calciomercato estivo con almeno un paio di innesti di qualità, visto che, pare, notizia dell’ultim’ora, sia sfumata l’opzione Defrel per un’offerta notevole del Cagliari alla Roma dopo l’infortunio di Pavoletti.