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Buona la seconda

Manutenzione di parchi, antincendio boschivo, barriere anticinghiali: detenuti al lavoro con il progetto “Mi riscatto per Genova”

"Fatta fuori" Autostrade, firmata l'intesa slittata un mese fa tra ministero della Giustizia, Comune di Genova e altri enti

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Genova. Buona la seconda. E’ stato firmato oggi, finalmente, l’accordo quadro tra ministero della Giustizia, Comune di Genova e altre istituzioni per “Mi riscatto per Genova”. In base al progetto i detenuti nelle carceri genovesi di Marassi e Pontedecimo potranno essere impegnati in lavori di pubblica utilità nei quartieri cittadini, dalla pulizia dei parchi alla sistemazione dei rivi e torrenti per arginare il rischio di esondazioni, ma anche altre iniziative.

Lo scorso primo luglio la conferenza stampa annunciata per la firma dell’accordo si era trasformata in un grande colpo di scena poiché poche ora prima, dal ministero dei Trasporti, era arrivato l’invito a congelare l’intesa. Questo perché tra i soggetti coinvolti c’era anche Autostrade per l’Italia, con il ruolo di tutor per i detenuti.

“Autostrade non c’è più – ha spiegato il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede arrivando a palazzo Tursi – è l’intesa può diventare operativa, per me è importante essere di nuovo qui perché la giustizia a Genova è una priorità, abbiamo cercato di rafforzare gli uffici inserendo 45 nuove figure in organico, ne arriveranno altre 37 a breve”.

Autostrade non fa più parte dell’accordo, e il ruolo di formazione sarà svolto da altri enti: all’intesa partecipano anche il tribunale di sorveglianza di Genova e la Cassa delle ammende. Altre città, prima di Genova, hanno già sperimentato un progetto di questo tipo. Duplice l’obbiettivo: da un lato l’inclusione sociale dall’altro il passaggio alla comunità di legalità e rispetto di norme e regole. Sarà l’unità organizzativa Valorizzazione del volontariato – area servizi alla comunità del Comune la struttura di riferimento per la realizzazione dei progetti.

Il progetto, fondato sull’attività di “lavoro volontario e gratuito” per persone in stato di detenzione che possono usufruire dei benefici previsti dalla normativa in materia, non comporterà alcun onere a carico del bilancio comunale. “Vogliamo andare nella direzione per cui anche chi vive nella casa circondariale può fare parte della città e può prestare servizio alla città”, ha detto il sindaco Marco Bucci.

I primi progetti con cui si partirà, a settembre, saranno relativi a piccole opere di manutenzione dei parchi, come la riverniciatura delle panchine. “Ma poi vogliamo costruire qualcosa di più ambizioso – spiega il consigliere delegato al volontariato e alla protezione civile Sergio Gambino – per esempio impiegare i detenuti nell’antincendio boschivo, facendo tagliare le erbacce lungo le strade delle zone più esposte a rischio, ma anche fare realizzare a loro i recinti per evitare che i cinghiali, dalle aree boschivi, arrivino nei quartieri collinari, un altro progetto potrebbe essere quello di ridipingere la ringhiera della soprelevata, e sono solo alcuni esempi”. Si inizierà in modo progressivo, l’obbiettivo dell’amministrazione è arrivare a impiegare – a regime – fino a un centinaio di detenuti.

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